Ti mangio!
John Fardell, fumettista e illustratore, si cimenta di nuovo in un albo per bambini e ci riesce piuttosto bene, confezionando una trama davvero fuori dal comune. La storia, infatti, è visionaria e divertente, raccontata in modo accattivante e con umorismo sottile. Per dirla col titolo di una famosa serie di libri per ragazzi, quella che viene messa in scena è proprio “una serie di sfortunati eventi”, rocambolesca e frenetica, contornata da mostri irresistibilmente improbabili (a cominciare dai nomi), con le ripetizioni che sottolineano l'incredibilità della faccenda. Poi ci sono i disegni: l'esprit del fumettista emerge nelle onomatopee (e finte onomatopee) che integrano l'illustrazione (numerosi sono gli “slurp”, gli “gnam” e gli “inghiott”). Il tratto è marcato, i colori acquarellati ma intensi. Le tavole sottolineano il tono irriverente della storia, mostrando nel dettaglio la pittoresca serie di mostri inghiottiti l'uno dall'altro, una catena alimentare che è il vero nucleo del libro con i due bambini a fare da “contorno”. Fardell, infatti, sembra dedicare più attenzione ai particolari degli strani animali che ai bambini, e dal racconto non emerge infatti un vero e proprio messaggio. Forse, a estrapolarlo un po’ fantasiosamente, si potrebbe che l'amore fraterno ti porta in posti impensabili e mette paura anche ai mostri dai denti a sciabola (ma è molto tirato…). Da citare, su tutte, l’incredibile tavola a tutta pagina in cui Sara, una volta raggiunta l'ultima creatura, si avventura negli stomaci dei mostri: il testo si fonde con l'illustrazione, mostrando lo stupefacente risultato finale di quel complicatissimo processo alimentare.
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