È morto Gore Vidal

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È morto nella sua casa di Los Angeles lo scrittore e sceneggiatore Gore Vidal. Aveva ottantasei anni.
Considerato uno dei giganti della letteratura americana, Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal, era nato a West Point, nell’accademia militare degli Stati Uniti, il 3 ottobre 1925. Nella sua lunga carriera ha scritto venticinque romanzi, opere teatrali, sceneggiature, come l’indimenticabile “Ben-Hur”. Nel 1943 aveva partecipato al conflitto mondiale e nel 1948 aveva scandalizzato l’America puritana del dopoguerra con La statua di sale, la storia di un giovane della media borghesia americana del Sud, atletico, bello, schivo e innamorato del suo migliore amico: era una delle prime occasioni in cui negli Stati Uniti veniva affrontato apertamente il tema dell’omosessualità. Per circa trent’anni visse in Italia, prima a Roma, in largo Argentina, poi a Ravello, in costiera amalfitana, e apparve nel film “Roma” di Federico Fellini. Dopo la morte del compagno di una vita, Howard Austen, nel 2005, ha fatto ritorno negli Stati Uniti. Gore Vidal ha sempre dichiarato apertamente le sue idee politiche sia nelle sue opere che nella vita. Più volte aveva tentato, senza successo, la carriera politica e fu apertamente critico nei confronti dell’amministrazione di Bush. Famoso il suo punto di vista sui fatti dell’11 settembre: secondo lo scrittore, gli attacchi alle torri furono previsti dai servizi di intelligence americani. Un intellettuale scomodo, un agitatore di coscienze, un uomo libero che se ne va a causa di una polmonite. Un attento osservatore del suo tempo, uno dei pochi rimasti, ricordato con queste parole dal New York Times:«Il signor Vidal era agli sgoccioli della vita, una figura augustea, che credeva di essere l'ultimo di una stirpe, e probabilmente, aveva ragione».