Un altro giro, sciamano
Questi sono due frammenti da ricollocare in quel grande mosaico di attimi che è Un altro giro sciamano, un insieme di racconti che diventano un unicum in un romanzo che assume infine le sembianze di un viaggio on the road che attraversa luoghi e tempi. E forse è proprio il paesaggio il cuore pulsante del libro, una Romania raccontata con amore e disincanto, in bilico tra felicità e insoddisfazione, fallimento e successo, come i personaggi che popolano le pagine di Teodorovici. In questo viaggio il tempo si muove avanti e indietro plasmando la forma di un Paese in continua evoluzione e involuzione, oscillando tra l’eredità di una cultura contadina, i fantasmi del comunismo e un’agognata modernità. Lucian Dan Teodorovici è uno dei rappresentanti della migliore narrativa romena contemporanea e realizza con questo libro quello che è insieme un romanzo intimistico e un manifesto del proprio Paese, un romanzo che scarnifica fino all’osso le fragilità, le attese e le gioie dei protagonisti, che si muove con una scrittura realista, dai toni pasoliniani, capace di rendere la vita attraverso immagini quasi cinematografiche. Questo di Teodorovici non è insomma un libro per l’estate, o almeno non è solo questo, è un libro da leggere, spiegazzare e riporre in libreria. Un libro da ritirare fuori ogni volta che si vuole richiamare alla mente una suggestione, una riflessione o anche solo rimettersi idealmente in viaggio sulle strade di un Paese che vi sarà mai sembrato così vicino.
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