Bloodymilla
Ecco qua. C’è da aggiungere poco altro alla sintesi della prima graphic novel del progetto editoriale Neverland di Stefano Fantelli e Gianfranco Staltari per la Delos Books. L’obiettivo è quello di riprendere una certa tradizione del fumetto horror, partendo dal quesito: e se Lady Oscar fosse stata scritta da Mary Shelley? Per trovare cotanta risposta, Fantelli e Staltari hanno ingaggiato Barbara Baraldi, scrittrice bolognese che potete ritrovare in romanzi come Scarlett o Lullaby – la ninna nanna della morte o La bambola dagli occhi di cristallo, mentre per i disegni i colori e le chine incontriamo le giovani promesse Elena Cesana e Roberta Ingranata. Ora, mettendo seriamente da parte il quesito Shelley, se l’intenzione era omaggiare – davvero - l’horror nel fumetto, il risultato di questa prima puntata è sconfortante. Dell’ironia macabra traccia non c’è, inconsistenti sono pure le atmosfere ‘goticheggianti’, se non in piccoli e sbiaditi rimandi. La sceneggiatura, in poco più di settanta pagine, butta nella mischia vampiri, lupi mannari, demoni, streghe, burattini, una sensualità diluita e un millimetro di contesto storico senza impegno e senza carattere, e su un terreno così accidentato commette anche l’imperdonabile errore di prendersi sul serio. Ne consegue che il fumetto non può essere ‘avvincente’, e il compito delle disegnatrici si fa abbastanza arduo. Non basta far uscire i cavalli dall’inquadratura per dar loro forza e vitalità espressiva. Ben vengano progetti così, evviva l’orrore e il gotico nei fumetti e ancora le vampire anni ’70, però un po’ di attenzione e pazienza, signori. Un po’ di spessore, per favore! ads
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

