


“Tu sarai un grande eroe, Ringil Eskiath” aveva profetizzato l’indovina di Yhelteth quando il guerriero era tornato nella sua terra dopo la epica battaglia di Gallows Gap. Non era stata certo una profezia difficile: Ringil, lady Archeth e Egar Dragonbane avevano lasciato un segno indelebile, tra mito e realtà, nella memoria collettiva. Solo loro potevano, infatti, compiere la grande impresa di ricacciare nelle Terre oscure il popolo delle paludi, spietati guerrieri con le sembianze di grossi rettili. Ma ormai la battaglia è diventata storia e i tre eroi si barcamenano nelle loro vite “comuni”. Ringil, ormai ripudiato dalla famiglia per la sua omosessualità, ha appeso al caminetto la spada e la sua indole guerriera, che rivive solo attraverso i racconti nelle locande. Lady Archeth, entrata a far parte della corte del volubile Imperatore Jhral come consigliere “speciale”, cerca annebbiata dai fumi del crystal di dirimere le questioni tra l’Impero e la Lega del Nord, due fazioni in lotta per antiche tensioni mai risolte. Egar “la Rovina del Drago” è invece diventato un potente e temuto capoclan delle tribù nomadi delle Paludi, alle prese con una società primitiva e legata a tradizioni che iniziano a stargli strette. La quotidianità delle loro vite si interrompe all’improvviso quando Lady Ishil coinvolge suo figlio Ringil nella ricerca della cugina Sherin, venduta come schiava dopo l’epilogo del suo infelice matrimonio. Quando il temibile guerriero inizia le ricerche, capisce che dietro un orda di mercanti di schiavi si nasconde qualcosa di molto più minaccioso su cui solo l’Amica dei corvi, la sua mitica spada, può fare luce. Nessuno avrebbe mai pensato che le strade dei tre eroi si sarebbero incrociate nuovamente, per far fronte ad un pericolo in grado di minacciare tutta l’umanità: i dwenda, un formidabile popolo guerriero che vuole conquistare l’Impero che gli uomini conoscono…
Richard K. Morgan inizia la sua nuova saga A Land Fit for Heroes con
Sopravvissuti, un romanzo fantasy che mixa audacemente cruente battaglie, amori improbabili e storie di eroi. Nel mondo ricreato abilmente da Morgan i tre protagonisti lottano costantemente tra valori epici e bassi istinti primordiali, trasmettendo al lettore una figura di eroe sicuramente lontana dall’archetipo tolkieniano. In questo romanzo ci imbattiamo infatti in eroi decaduti, preda di droghe e basse pulsioni, annullati, alla deriva in una realtà sgretolata e senza certezze ma con profondi valori di lealtà, amicizia e senso dell’onore, seppure latenti. Il linguaggio crudo e brutale ci accompagna dalla prima all’ultima pagina, in un susseguirsi di storie incalzanti e profondi monologhi interiori dei personaggi. Sesso, sangue e droga condiscono il racconto, mettendo a dura prova gli animi più delicati. Un’immagine che possa rendere l’idea di questo libro? Un “300” diretto da Quentin Tarantino.