Da dove veniamo?
Che non si trattasse di “un classico libro di storia, ma piuttosto un libro che ipotizza un altra storia”, come dice lo stesso autore nell’introduzione, lo avevamo capito. Anche perché con la storia Da dove veniamo? sembra aver proprio poco a che fare. Giacobbo è un intrattenitore e sa far bene il suo lavoro. Prende i più appetitosi misteri archeologici e li propone in ‘salsa possibilista’ mescolandolo alle credenze popolari un immaginario collettivo alimentato da storie di fanta-archeologia à la Indiana Jones. Fresca la scrittura e il tono talvolta colloquiale col quale sembra rivolgersi più che al lettore al proprio pubblico televisivo, ammiccando con frasi tipo “Vi farò sapere” o “Che viaggio, che avventura!”. Il libro è corredato da un accurato inserto fotografico, mentre all’inizio e alla fine del volume fanno bella mostra di loro le carte geografiche nelle quali sono riportati tutti i luoghi del mistero. Un libro divertente ma sgangherato, che offre spunti di approfondimento solo ai neofiti del genere non ancora annoiati dalle solite teorie o ai master di giochi di ruolo in cerca di ispirazione. Pretenzioso il titolo.
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