Se ti abbraccio non aver paura
Una storia vera che ti prende e non ti lascia andare, dalla prima all’ultima pagina, perché Andrea è davvero speciale. Pur con tutte le limitazioni che l’autismo impone a lui e a chi gli vive accanto - e senza nasconderci i momenti in cui prendono il sopravvento i movimenti ossessivi, i silenzi, la maniacale ossessione con cui riposiziona qualunque oggetto non sia nell’ordine che la sua mente gli impone - Andrea è riuscito grazie al computer a comunicare con il mondo esterno, e quello che esce dalle sue risposte, dalle poche frasi che scrive ti lascia straziato, apre una serie infinita di domande che probabilmente resteranno senza risposta ma davvero fanno sì che a libro chiuso si vada in Rete a cercare notizie, a cercare di sapere come procede la sua vita. Vivere con Andrea è come stare in una stanza buia nella quale dei poltergeist dispettosi spostano gli oggetti, una fatica continua costante, infinita, una ricerca estenuante dell'ordine precedente. Ma in quei pochi momenti in cui si accende la luce, quegli attimi in cui Andrea c’è, ti accorgi di quanto meraviglioso possa essere. Andrea è uno di quegli autistici atipici che hanno bisogno del contatto: è indifferente a qualsiasi convenzione, non esistono estranei per lui, corre incontro alle persone, le abbraccia le bacia e tocca loro la pancia, dice che così riesce a sentirle e capire come stanno. Insomma un delizioso enigma. Nessuna omissione, Franco a volte fa fatica a sopportare le intemperanze di Andrea, la fatica qualche volta diventa insopportabile, come pure la paura. Ma l’amore e la tenacia di quest’uomo, che come lui stesso dice è fra i fortunati che hanno una certa sicurezza economica, ti fanno davvero venire voglia di fare qualcosa, non fosse altro capire di più. E si arriva alla fine di questo viaggio con la sensazione di avere portato a casa tanto.
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