Battlestar Galactica – Sagittarius
Ambientato circa a metà della seconda stagione di “Battlestar Galactica”, serie televisiva acclamata da critica e pubblico e remake della storica omonima di Glen A. Larson, Sagittarius è il terzo di quattro romanzi dedicati alla saga. Avendo la storyline principale già trovato adeguato compimento sul piccolo schermo, i libri si soffermano su vicende marginali, colmando piccole lacune nella sceneggiatura originale e approfondendo caratteri e dinamiche tra i personaggi. Sicuramente un buon prodotto per gli appassionati del franchise, Sagittarius non riesce però a soddisfare completamente il lettore occasionale a causa della complessità dell'universo narrativo di fondo, ma anche per la difficoltà con cui Peter David, autore anche di un certo livello – soprattutto in ambito fumettistico – inizia il neofita al mondo di Battlestar Galactica. I temi portanti sono affrontati, i personaggi principali coinvolti, ma il tutto rimane confuso in una trama scarsamente incisiva. Gli argomenti della diversità, del sospetto, dell'intolleranza, fondamentali ed esplorati nella serie tv, qui vengono dati eccessivamente per scontati e, pur posti alla base dell'intreccio, sono poco approfonditi in favore di una esagerata molteplicità di elementi incastrati in un finale troppo caotico e frettoloso. Il lettore difficilmente riesce a essere coinvolto dal mistero a bordo dei vari incrociatori, a dimostrazione del fatto che l'impianto narrativo funzionante per un medium non si mantiene necessariamente efficace al cambio di coordinate. Nonostante questo, Sagittarius si legge con facilità, complice uno stile scorrevole e un'edizione piuttosto agile (anche se con qualche refuso di troppo e una traduzione non sempre convincente). Un buon passatempo per gli aficionados, che avranno l'impressione di incontrare nuovamente vecchi amici; per tutti gli altri una lettura piacevole, ma tiepida.
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