Tutti i ragni

Tutti i ragni

C'è una casa in montagna. Il bimbo ha sei anni all'incirca. I suoi genitori hanno preso un appartamento in affitto ma lui non sembra molto convinto di quel posto. Poi il suo coetaneo Federico lo invita nel suo giardino per vedere i sassi che ha raccolto. Pochi minuti dopo i due sono già inseparabili e pronti ad esplorare il mondo. C'è un buco infatti nella rete di recinzione del giardino, che permette ai due di battere ogni giorno un lembo vergine di territorio. Poi davanti ai loro occhi un giorno compare una macchia di ortiche. I bambini vi si avvicinano incuriositi senza immaginare ciò che li sta aspettando. Un nugolo di ragni - saranno decine, centinaia - si arrampica incessantemente sulle piante formando una chiazza scura. Hanno corpi gialli, tondi, zampe lunghe e fini. Da quel pomeriggio “la ragnaia” diventerà il miglior passatempo per i loro primi crudeli esperimenti conoscitivi... Un paio d'anni dopo quel bimbo ha all'incirca otto anni. È estate e lui con la sua famiglia è a Viareggio, al mare. Il bimbo trascorre gli assolati pomeriggi giocando con i suoi amati Transformers. Anche quel dopo pranzo si trova lì. Gli avvolgibili abbassati per il caldo. I genitori non ci sono. I Transformers sono lì con lui ma quando li trasforma in modalità auto vanno troppo a rilento. Così pensa che con un po' d'olio sulle ruote si possa provare a dargli un po' di slancio. Ma è allora, nel chinarsi per asciugare qualche goccia d'olio caduto per terra, che in controluce sul marmo lucido lo vede. È rosso e ha le zampe corte e maledettamente scattanti...
C'è anche Vanni Santoni - oltre a Genna, Mozzi, Lagioia, D'Amicis e molti altri - nell'imperdibile zoo letterario allestito da Giorgio Vasta e Dario Voltolini, curatori della collana “ZOO:scritture animali” per la :duepunti edizioni. Ognuno con il suo personalissimo bestiario. Un progetto molto interessante che come lo stesso Santoni ha ricordato, nasce dalla necessità di voler narrare l'uomo attraverso ciò che di esso sanno raccontarci le bestie. E così Santoni, nel suo impeccabile romanzo bonsai, analizza l'intera esistenza del suo protagonista – dalla fanciullezza all'età adulta – attraverso incontri più o meno ravvicinati con i ragni. Dalle classiche torture infantili, fino al fatidico faccia a faccia, addirittura in Texas, col terribile vicious brown recluse. Piccoli e colorati, grandi o con zampe lunghe, vivi o morti, pelosi o glabri, questi esseri - nell'immaginario collettivo, e nel mio – ripugnanti, te li senti delicatamente saltellare sulla pelle mano mano che ti fai coinvolgere, condividendo la fobia che il protagonista nutre ad ogni appuntamento che la storia gli regala con quei simpatici aracnidi. Fobia che pagina dopo pagina evolve assieme al protagonista fino a farsi quasi catarsi esistenziale. Un romanzo breve scritto con la solita personalissima voce da un Santoni che vi porterà in tour dai cortili valdarnesi alle feste tecno dell'est Europa sempre in compagnia, statene certi, di questi orripilanti esserini. Unica avvertenza. Durante la lettura tenete le pupille ben dilatate. Non si sa mai cosa vi si sta silenziosamente arrampicando lungo la schiena!

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER