La possibilità di un'isola
Michel Houellebecq è uno degli scrittori più controversi del mondo. In passato è stato alternativamente tacciato di misoginia, accusato di strizzare l'occhio alla comunità pedofila e ai turisti sessuali, etichettato come fascista. Accuse probabilmente inadeguate più che ingenerose, perché rappresentano null'altro che tentativi (falliti) di incasellare in categorie tagliate con l'accetta una mente allergica ai compromessi, incapace di adeguarsi alla cultura dominante, 'contro' a prescindere, eccitata dalla spiacevolezza, che 'ama essere odiata'. Con queste premesse, immaginare l'approccio che Houellebecq riserva ad una vicenda sospesa tra fantascienza e pamphlet socio-filosofico non vi sarà difficile: l'alter ego dello scrittore, il sulfureo Daniel 1, è un coltissimo sporcaccione che rimbalza da considerazioni di una profondità struggente sulla morte, la vecchiaia e la corporeità ad avventure sessuali assortite, possibilmente con minorenni. Stimolando, provocando, spiazzando, emozionando. Se vi piacciono le sfide e le interminabili discussioni con chi ha idee diverse dalle vostre, ecco un libro che amerete. Se siete adagiati in un pigro modaiolo conformismo, per quanto le vostre idee siano liberal ed evolute, lasciate perdere. Il vostro fegato vi ringrazierà, il vostro cervello no.
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