La possibilità di un'isola

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due
Futuro lontanissimo. Daniel 24, clone di ventiquattresima generazione di un popolarissimo umorista francese, contempla l'inesorabile decadenza del pianeta, sconvolto da immani catastrofi ambientali, e dell'umanità, decimata da suicidi di massa e dallo scioglimento dei ghiacci polari. Presente. Daniel 1, comico, provocatore, sceneggiatore ed intellettuale, sta vivendo un'ascesa inarrestabile: i suoi spettacoli teatrali fanno il tutto esaurito, i produttori cinematografici fanno a gara per commissionargli sceneggiature, i giornali si occupano spesso di lui e delle sue posizioni anticonformiste, il suo conto in banca sembra quello di un emiro. Il suo rapporto con Isabelle, quarantenne brillante giornalista e maniaca della fitness, sta invece mostrando la corda, schiacciato dal peso che la decadenza fisica ha sulla psiche della donna. Daniel 1, più per curiosità e per noia che per reale convinzione, si avvicina alla setta degli Elohimiti, che venera la razza aliena degli Elohim, che avrebbe creato l'uomo e ne attenderebbe l'evoluzione ad uno stadio superiore dell'esistenza per tornare sulla Terra e dare inizio ad una nuova Età dell'Oro. Gli Elohimiti, scopre ben presto Daniel 1, stanno portando avanti esperimenti sulla clonazione umana...
Michel Houellebecq è uno degli scrittori più controversi del mondo. In passato è stato alternativamente tacciato di misoginia, accusato di strizzare l'occhio alla comunità pedofila e ai turisti sessuali, etichettato come fascista. Accuse probabilmente inadeguate più che ingenerose, perché rappresentano null'altro che tentativi (falliti) di incasellare in categorie tagliate con l'accetta una mente allergica ai compromessi, incapace di adeguarsi alla cultura dominante, 'contro' a prescindere, eccitata dalla spiacevolezza, che 'ama essere odiata'. Con queste premesse, immaginare l'approccio che Houellebecq riserva ad una vicenda sospesa tra fantascienza e pamphlet socio-filosofico non vi sarà difficile: l'alter ego dello scrittore, il sulfureo Daniel 1, è un coltissimo sporcaccione che rimbalza da considerazioni di una profondità struggente sulla morte, la vecchiaia e la corporeità ad avventure sessuali assortite, possibilmente con minorenni. Stimolando, provocando, spiazzando, emozionando. Se vi piacciono le sfide e le interminabili discussioni con chi ha idee diverse dalle vostre, ecco un libro che amerete. Se siete adagiati in un pigro modaiolo conformismo, per quanto le vostre idee siano liberal ed evolute, lasciate perdere. Il vostro fegato vi ringrazierà, il vostro cervello no.