Il peso specifico dell’amore

Il peso specifico dell’amore
Pietro Stroppa detto Peter è uno psicologo ormai prossimo ai quarant’anni. Ha un lavoro fisso che detesta e trascina la propria esistenza senza entusiasmo e senza mai riuscire a mettere convinzione in tutto ciò che fa. La moglie Valentina lo ha scaricato accusandolo di essere incapace di amare e anche la relazione con Vicky è naufragata a causa della sua sconsideratezza. La morte improvvisa del padre e la delusione per il mancato successo del proprio romanzo non fanno che peggiorare la sua condizione e spingerlo a progettare il suicidio. Ma prima di uscire di scena definitivamente decide di trascrivere le proprie memorie in forma di romanzo e di abbandonarle in un portatile sul ciglio del precipizio da cui andrà a gettarsi. Entra in una valigeria per acquistare una borsa adeguata a proteggere il computer dalle intemperie, dove viene accolto da una giovane commessa, Denise, che si rivela invadente e pazzoide. Un atteggiamento apparentemente irritante, ma dietro al quale si nasconde un doloroso segreto che la induce con ostinata generosità di tentare di salvarlo...
Gianluca Antoni, psicologo, psicoterapeuta e autore delle guide Trova il tuo lavoro e Realizza i tuoi sogni, pubblicate da Il Sole24Ore, non inciampa alla prova del suo secondo romanzo. Anzi sembra qui imprimere un’ulteriore accelerazione alla guizzante vivacità narrativa che già avevamo avuto modo di apprezzare in Cassonetti. La sua rappresentazione dissacrante e scanzonata della società attuale porta alla luce la necessità di raccontare l’esistere, che è una maniera del tutto particolare di intendere la scrittura e di conferirle nuova vitalità. L’intera ossatura del romanzo è venata da una larga faglia che impedisce ai personaggi di aderire pienamente alla vita e all’amore di trovare un punto di consistenza assoluto. Il racconto si dipana nella perfetta identità del narratore con la figura del protagonista, ma senza mai rischiare le pericolose secche dell’autobiografismo e i gorghi dell’introspezione psicologica. Articolando in un disegno fluido i vari tempi, l’autore senigalliese intesse, infatti, una narrazione appassionante che non manca di evidenziare tematiche ora divertenti ora dolorose. E di agganciare il lettore fin dalle prime battute per condurlo a un finale che, pur non contemplando sorprese, riesce a dirci ancora qualcosa che nel corso di tutto il libro non eravamo stati in grado di cogliere fino in fondo. 

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