Discorsi filosofici con il mio gatto domestico

Discorsi filosofici con il mio gatto domestico
Metti che sei un giovane disoccupato di provincia con due genitori che possono orgogliosamente sentirti chiamare “dottore”, ma nemmeno uno straccio di lavoro decente. Metti che passi le serate a condividere con gli amici sbornie tristi o a rimorchiare nei bar qualche gentildonna non esattamente strafiga. Metti che sei uno di quelli che vorrebbero pure preoccuparsi per il futuro ma, dopo due conti facili facili e qualche consulto surreale negli uffici vari, riesci solo a concludere che una pensione non l’avrai mai. Che ti serve davvero per esser felice? Ovvio! Un piccolo panterino rompiballe per amico che ti chiami (sì, ti chiami, proprio) “chiattò”, ti sfrecci tra le gambe di notte facendoti cadere svenuto dopo aver urtato la testa sulla tazza del water e che ti ami come pochi altri. Certo è un amore appena interessato, condizionato dalla tua efficienza nel pulirgli la lettiera, dargli da mangiare e farti rubare un po’ di mortadella durante gli spuntini notturni. Insomma, ti serve un gatto nero in casa, alla faccia di tutte le superstizioni!...
Leggi Domenico Cosentino e il più delle volte finisci per piangere, di commozione o per le risate. Con questo simpatico divertissement di una ottantina di pagine (illustrate da Marco Moscato) qualche risata il dolcissimo e perfido Muffin, il gattino nero con cui lui divide anche la sua vita reale, te la strappa. Già, perché stavolta il racconto ha forma dialogica e Cosentino affida questa sorta di alter ego alla voce del suo gatto, in uno scambio di battute con quella parte di se stesso più spensierata e leggera, capace di guardare alle difficoltà quotidiane con logica candida e lapalissiana. Come forse dovremmo sforzarci di fare un po’ tutti per semplificarci la vita, magari imparando anche noi da un piccolo amico con tanto amore da offrire. Lo stile e il linguaggio sono quelli a cui l’autore ci ha abituati, che ben risulteranno quindi familiari a chi lo ha già letto o anche, semplicemente, segue i suoi aggiornamenti di stato sulla sua pagina di Facebook: in tal caso per il lettore sarà facile di certo immaginare durante la lettura lo sguardo sornione e il musetto simpatico di Muffin che sovente compare in foto rubate. Impossibile non sottolineare l’estetica che impreziosisce il volumetto: dal formato tascabile, alla carta spessa delle pagine, alla copertina cartonata che fa pensare al sughero, agli eleganti caratteri tipografici, ai disegni che accompagnano i brevi capitoli. Insomma un cadeau dal sapore surreale che sotto l’albero ci sarebbe bene per regalare un sorriso ad un amico.

 

 

 

 
 
 
 
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