Il complesso di Telemaco

Share this
due
Il complesso di Telemaco
Itaca, 1199 a. C.: Telemaco ha vent'anni e non ricorda nulla di suo padre Odisseo, che manca da casa da tanto, tanto tempo, da quando lui era ancora piccolo. Cresciuto in un ambiente prevalentemente femminile, Telemaco si sente vuoto, inadeguato, incompiuto, e si rende conto che non riesce a controllare la situazione domestica, che si sta facendo ogni giorno più incresciosa, come un vero 'uomo di casa' dovrebbe. I pretendenti di sua madre stazionano in casa mangiando a quattro palmenti, seducendo le ancelle e guardando con cupidigia Penelope e il regno che la sua mano rappresenta. E' arrivato il giorno di riscattare questa precarietà, e cambiare le cose...
Torino, 2003 d. C.: dopo un anno passato a fare promozioni nei supermarket e vendite telefoniche, e a tre mesi dalla fine dolorosa di una storia d'amore, una giovane precaria riflette amaramente sulla mancanza di certezze che sembra affliggere ogni ambito della sua esistenza, mentre si prepara a un viaggio di una settimana a Roma ospite di una sua amica francese che - beata lei - studia ancora... Nessuno avrebbe potuto scrivere questo romanzo, se non Cristina Légovich, che ormai da tre anni percorre la sua strada lastricata di audaci rimbalzi tra classicità e post-modernità. Un vero e proprio marchio di fabbrica, uno stile unico che la porta oggi a riflettere su una vera e propria piaga sociale: il precariato. E chi meglio di Telemaco, il figlio di Odisseo, costretto a restare sospeso in un limbo tra infanzia e maturità e a non poter compiere il suo destino finché l'illustre padre non tornerà a Itaca (se tornerà) può simboleggiare il dramma delle nuove generazioni che vivono nell'incertezza, anzi nella certezza di non poter costruire il proprio futuro? "Nessuno, che io sappia, si è mai interessato a Telemaco, né in antico né in tempi recenti. E' stato dimenticato perché non era tipico. Non è un eroe, non è un servo che si presti all'oleografia come Euriclea o il porcaro Eumeo, non ha tessuto la tela come Penelope. Non è nulla prima del ritorno di suo padre Odisseo", spiega l'autrice nell'introduzione al volume. Linguaggio ricercato, un pizzico di autobiografia (la Légovich è una giovane insegnante di Liceo, non sappiamo se ancora precaria ma sicuramente almeno ex precaria), introspezione feroce e qualche sensualità fanno de Il complesso di Telemaco un esperimento letterario che merita molta attenzione, nonostante qualche asperità e qualche esibizionismo francamente stucchevole.