Dal vuoto assoluto
Nel 1994 Marcello Baraghini, il vulcanico fondatore della casa editrice Stampa alternativa inventò un divertissement provocatorio e stimolante, un ‘Cantiere dei veri-falsi’, cioè di opere scritte da scrittori esordienti o quasi cercando di imitare lo stile, il gusto, le tematiche di scrittori famosi: la più riuscita sarebbe stata pubblicata, peraltro con il nome dello scrittore ‘clonato’ in bella evidenza. Ecco il nocciolo della provocazione, dunque: ciò che siamo abituati a considerare quasi un reato, sarebbe diventato un esperimento creativo incoraggiato e premiato. Presentato al Salone del Libro di Torino di quell’anno, il ‘Cantiere’ lanciò la sfida, e circa 60 scrittori risposero all’appello. La giuria premiò tra tanti proprio il libro di Lorenzo Moneta, giovane romano con la passionaccia per la narrativa americana, Bret Easton Ellis in primis. E in effetti il lavoro di ‘clonazione’ di Moneta è pregevole e ben riuscito, un vero falso d’autore. Interessante e rimarchevole che con la sua storia di americani a Roma l’autore trascuri l’Ellis più famoso, quello impegnato e sanguinario di American psycho, per dedicarsi invece alla soap gelida e dissociata che lo scrittore americano ha esplorato in altre opere, segnatamente in Le regole dell'attrazione e, in parte, Acqua dal sole. Il sentiero delle interconnessioni emozionali e sessuali tra i protagonisti è impervio, buio, irto di segreti e vicoli ciechi: sullo sfondo una ruggente infelicità, una freddezza stolida di plastica e molecole psicotrope. E, ingrediente affascinante in più, che rende il recupero di questo libretto Millelire ormai di non agevolissima reperibilità una impresa caldamente consigliata, c’è una Roma strana, acida, distorta, che Moneta riesce a ‘vedere’ con occhi metà americani metà alieni.
acquista:

Angela Rafanelli vi consiglia: 


