La bambina dimenticata dal tempo

La bambina dimenticata dal tempo
Nel 1981 Fergus McCann è un diciottenne con il sogno di diventare medico e vive in Irlanda del Nord in un periodo difficile a causa dei disordini all'interno del paese. Il suo mondo gira intorno allo studio, alla corsa e alle guide di preparazione per la patente, almeno fino a quando, insieme allo zio Tally, scopre un cadavere nella torba sulla collina. Ѐ una bambina, presumibilmente assassinata; la sua morte sembra risalire a duemila anni prima. Fergus inizia a chiamarla Mel, la bambina dimenticata dal tempo, e stringe con lei un rapporto di simbiosi grazie alle visioni che ha dopo il ritrovamento. Da quel momento la sua vita cambia in modo radicale e repentino, assume pieghe inattese e lo mette di fronte a scelte difficili, ma anche all’amore, quello per la brillante Cora. A preoccupare Fergus c’è anche la situazione di Joe, suo fratello maggiore, che in carcere ha deciso di portare avanti la causa politica dello sciopero della fame. Decisione che crea tensioni anche all’interno della famiglia, soprattutto tra la madre e il padre.
Molti i personaggi che entrano in punta di piedi, lentamente, nella storia e giocano un ruolo nella vita del giovane protagonista: come il soldato inglese Owain con cui stringe un’amicizia forte, Michael Rafters il “matto” suo vecchio amico che incontra di nuovo per motivi segreti, i genitori, le sorelle e lo zio Tally che lo delude anche se non direttamente. La bambina dimenticata dal tempo è un romanzo che scorre davvero bene nonostante il tema per niente semplice. Sembra che Siobhan Dowd – l’autrice, scomparsa prematutamente – abbia voluto trattare argomenti importanti, come la guerra, facendosi aiutare dalla forza dei sentimenti e dalla loro semplicità, puntando l'attenzione sulle sfumature della diversità in molte delle sue forme. Tra le pagine, infatti, troviamo l’amore, l’amicizia, l’affetto materno, i sogni di un ragazzo che sta uscendo dall’adolescenza e quelli di suo fratello che si batte senza paura per quello in cui crede. Il risultato è un libro che si fa leggere, ricco di dialoghi e suggestive descrizioni di particolari di luoghi e sensazioni, scritto evitando frasi a effetto e metafore scontate, e sullo sfondo la storia di un paese preda di una sanguinosa guerra civile. Il libro, vincitore della Carnegie Medal nel 2009, piacerà ai giovani lettori (dai 12 anni in su) in cerca di storie forti e ambientate in periodi storici "di svolta", a cui si accompagna, in questo caso, una scrittura così musicale e coinvolgente che non sarà facile dimenticare.

 

 
 
 
 
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