Le oscure presenze

Le oscure presenze
Andrea Bardi, costretto a improvvisarsi industriale di bevande zuccherine per assecondare le ultime volontà del padre morente, ha ormai accantonato le proprie ambizioni letterarie e da cinque anni conduce l’azienda famigliare. Le sue scelte strategiche si sono fin qui rivelate sorprendentemente  vincenti. Ma se questa nuova condizione da un lato accentua lo stato di frustrazione delle proprie inclinazioni, dall’altro non basta nemmeno a farlo sentire all’altezza della situazione. Anche il suo menage coniugale desta in lui non poca inquietudine da quando la moglie, Donatella Angelini, ha chiuso il proprio negozio di antiquariato. Ora la donna trascorre intere giornate nella villetta di campagna ereditata da uno zio, dove pratica strane forme di spiritualità insieme con un gruppo di sconosciuti. Il suo atteggiamento è cambiato e Andrea, tormentato da mille sospetti, teme fortemente di perderla. E, come se non bastasse, la madre non fa che chiamarlo in preda al terrore, perché ogni notte sente una presenza oscura aggirasi per la casa… 
È un piccolo libro di poco più di cento pagine. Ma è il nuovo romanzo breve di uno dei più interessanti autori di quella nuova generazione di narratori contemporanei che stanno riportando, in questi anni, l’attenzione del lettore sui preziosismi della buona scrittura, senza per questo distoglierlo dal coinvolgimento della trama. Le oscure presenze, come già i libri precedenti di Luca Rachetta, ha il merito di saper coniugare con intelligenza la riflessione sulla realtà sociale - mai dichiarata, ma indotta dai comportamenti e dai discorsi dei suoi personaggi – con toni ironici e grotteschi che nulla tolgono alla serietà dei temi trattati. Personaggi la cui storia, secondo il consueto registro dell’autore, incrociano il dramma principale, ma si lasciano anche leggere come bozzetti a se, È un esempio di ciò che uno scrittore dotato di una ricca e ammaliante proprietà di linguaggio può costruire con un testo apparentemente surreale come questo, ma capace invece di incrinare le grandi polarità su cui si basa la lettura razionale del mondo, di oltrepassare ogni confine, di suggerirne nuove forme di lettura.  

 

 

 

 
 
 
 
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