Il cuore innanzitutto

Il cuore innanzitutto
“Tutto cominciò con una crepa”. Andrea ha vissuto una vita tranquilla: gestisce da anni una farmacia con l'aiuto del fratello e dei nipoti; abita nella casa che ha diviso con la moglie fino alla morte di lei; vive con rassegnazione il distacco dalla sorella e dai suoi due figli, che conosce a malapena; ogni tanto il cuore fa i capricci e la gamba lo disturba, ma tutto sommato la salute va bene. Antonio è il fratello di Andrea: eletto da poco presidente di circoscrizione, il suo primo incarico è creare gruppi di sorveglianza presso l'area dell'ex cartiera, ormai trasformata in una baraccopoli. Antonia (Nina) è la figlia di Agata, sorella di Andrea: quando non è a scuola guarda vecchi film con Benni, il suo migliore amico, e inventa anacoluti per il fratello Teodoro; colleziona fotografie di estranei, che compra in mercatini dell'usato; per il resto del mondo è semplicemente invisibile. Anca è rom: vive nel campo nomadi situato presso l'ex cartiera; ha un marito e una figlia; un giorno, al parco, ruba un'arancia dalla borsa di Andrea. Una crepa nel muro del salotto rompe la lineare prevedibilità con cui Andrea ha condotto la sua esistenza fino a quel momento: è la presa di coscienza che “ogni cambiamento nasce da qualcosa che si rompe o che vacilla”. Il fulmineo passaggio di Anca nella vita di Andrea segna l'inizio di un lungo viaggio per guardare da vicino i propri pregiudizi: prima nel campo nomadi più vicino e a seguire in Romania, dove tocca alla giovane Nina smettere di inventare biografie per i “dimenticati” delle sue fotografie e scoprire i “dimenticati” reali…
Un viaggio che Claudia Priano ha fatto davvero, mentre scriveva questo romanzo. Un viaggio che parte dal campo di Genova, la sua città, avvicinandosi con un semplice “Buongiorno, mi chiamo Claudia e voglio conoscervi”. Un viaggio proseguito fino in Romania, vivendo sulla propria pelle la lingua romanì, una cucina diversa da quella cui era abituata, il bagno nella tinozza e la partecipazione a un matrimonio che – come da tradizione - dura tre giorni. Un viaggio che va oltre la geografia: per conoscere culture e mondi diversi dal proprio non è necessario spostarsi molto da casa. Un concetto che le due voci di Andrea e Nina, alternate nel corso della narrazione, approfondiscono partendo da età, esperienze e punti di vista lontanissimi, che pagina dopo pagina si intrecciano fino all'ultimo viaggio. Un romanzo che non può mancare nella libreria di chi ha apprezzato Pino Petruzzelli e il suo impegno letterario e teatrale (in testa il libro Non chiamarmi zingaro, edito da Chiarelettere) per far conoscere i rom, un popolo – come li ha definiti lui stesso - di cui tutti hanno paura ma che nessuno conosce. 

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