Un viaggio nell’Etologia Relazionale

Un viaggio nell’Etologia Relazionale
L’opossum, beniamino dei bambini per la recente apparizione in un noto film d’animazione, è un marsupiale onnivoro e crepuscolare, goffo se si muove a terra ma molto abile come arrampicatore. Utilizza la strategia della tanatosi, ossia si finge morto per sfuggire ai predatori, dorme a testa in giù e comunica in un modo molto più sofisticato di quanto potremmo mai immaginare. In Antartide, con un inverno che perdura per oltre sei mesi, temperature che scendono anche a sessanta gradi sotto lo zero, venti gelidi che colpiscono ad oltre duecento chilometri all’ora, il pinguino imperatore maschio resiste senza cibo ed esposto alle tempeste per tre mesi per proteggere l’uovo contenente il proprio unico figlio, che la sua compagna per la vita con delicatezza e attenzione gli posiziona sulle zampe dopo averlo deposto. Col suo comportamento ci insegna senz’altro qualcosa sulla monogamia e sul ruolo di un padre. Del gatto pensiamo di conoscere tutto, con la presunzione e la tendenza all’antropomorfizzazione e all’antropocentrismo che contraddistingue la nostra specie. Eppure ci sono molte cose che non sappiamo di questo affascinante felino con cui spesso condividiamo la casa e le giornate ma con cui non possiamo condividere gli input sensoriali…
Attraverso una raccolta di articoli in cui trasmette al lettore conoscenze su specie animali più o meno note, dall’elefante al beluga, dai delfini al cavalluccio marino, la naturalista e studiosa di scienze biologiche Myriam Jael Riboldi torna a mostrarci il suo personale modo di guardare al mondo e agli animali. Nel suo primo libro L’amore che dai è l’amore che resta ci aveva mostrato cosa intende per Etologia Relazionale e aveva sin da subito presentato cos’è per lei una relazione, sia con l’uomo sia con ‘gli animali non umani’ . In questo nuovo lavoro, se possibile con ancora più forza e determinazione, Myriam Riboldi sottolinea l’importanza di una visione biocentrica, condanna con durezza la spocchiosa apparente supremazia dell’homo sapiens sapiens su migliaia di specie di cui non si conosce ancora nulla. L’autrice non propone una soluzione, piuttosto suggerisce “una strada che non comporta giudizi morali”, accende un riflettore su uno degli elementi chiave per la comprensione delle emozione, l’empatia. Il libro è impreziosito da numerose foto degli animali che vivono con lei a Cascina Myriam, il polo di antrozoologia didattica che ha fondato sull’Appennino parmense e dalla prefazione curata da Davide Celli, figlio del famoso etologo Giorgio Celli che insieme a tanti altri ha contribuito a fare della Myriam bambina la donna che è diventata. 

 

 

 

 
 
 
 
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