Che mi dici di Stefano Rosso?

Che mi dici di Stefano Rosso?
Chi di voi conosce Stefano Rosso? Romano, classe 1948, pubblicò il suo primo album negli anni Settanta,  diede il suo ultimo concerto nel 2008, poco prima di morire, e nell’arco della sua vita pubblicò almeno 10 album. Probabilmente sono pochi quelli che si ricordano di lui. Contemporaneo di artisti conosciuti a livello nazionale e non solo come Baglioni o De André, Stefano Rosso non è riuscito a “sfondare” e la sua musica oggi è sconosciuta ai più.  Forse qualcuno lo ricorderà per la sua “hit” di successo – “Lo spinello” o “Una storia disonesta” nel suo primo album: una presa in giro, una satira alla cultura finta rivoluzionaria così popolare in quegli anni. Una canzone che molti hanno frainteso, che ebbe il merito di farlo conoscere ma d’altra parte gli affibbiò l’etichetta di “quello dello spinello”, difficile da cancellare. Stefano Rosso era un artista completo, originale ma difficile da capire. Un “cantautore , musicista e fenomeno sociologico”, come lo definisce qui il saggista musicale Antonino Campiso. Forse le cause di questa rimozione collettiva sono da ricercare nel suo carattere anarchico, nella sua fedeltà alla musica e nella poca disponibilità a scendere a compromessi. Oppure nella “disaffezione all’ascolto” e nella “miopia discografica”.  Comunque sia, è un peccato che una serie di sfortunati eventi, se così vogliamo chiamarli, abbiano condannato all’oblio un cantautore che aveva molto ancora da dire…
Che mi dici di Stefano Rosso? è un libro nato “dal desiderio di colmare una lacuna storica”. Mario Bonanno e Stefania Rosso hanno voluto rendere omaggio a “uno dei cantautori più originali della scena anni Settanta”, racchiudendo in questo libro testimonianze di collaboratori e amici, fotografie, opinioni, senza dimenticare i testi delle sue canzoni e con un CD in allegato con i pezzi più conosciuti ed emblematici di Rosso. Un libro completo quindi, che, se in certe parti - necessarie ma più concentrate sulla tecnica musicale del nostro - può risultare distante, ha il merito di destare in noi l’attenzione,  la voglia di ascoltare questa voce così riconoscibile e di assaporarne i testi.  E alla fine ci sembrerà di averlo conosciuto veramente, Stefano Rosso, e di essere sempre stati suoi fan. 

 

 

 

 
 
 
 
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