Justine 2.0

Justine 2.0
Justine è il nickname di una donna che ha alle spalle un matrimonio disastroso, un investimento sbagliato e tanto sesso. È una donna colta e libertina, bella ed intrigante, una donna che ha fatto dell'indipendenza una bandiera e che mai nella vita si sarebbe sognata di passare le giornate a girovagare in Rete alla ricerca di un maschio alfa equilibrato, ricco e poco impegnativo. L'affitto però non si paga con la cultura e la padrona di casa è una sarda dall'aria frigidamente eterosessuale: non accetterebbe mai pagamenti in natura. E mentre i suoi curriculum non ricevono nessuna risposta le sue foto provocanti attirano orde di maschi in cerca di sesso, virtuale e non. Justine li divide in tre categorie: quelli che vanno - tutti i soggetti a cui non permette di andare oltre i convenevoli - quelli che vengono - coloro a cui dà la possibilità di provarci - e quelli che restano - solo due: Luca, un ex finito in carcere per violenze sessuali, e il signor M. l'eterno amante dedito al sesso estremo. L'unico uomo in grado di domarla…
Ambientata per metà in una calda e sensuale Roma e per metà davanti al freddo ventiquattro pollici del suo Mac, la storia di Justine è la storia di due donne in una. La Justine 2.0, disillusa dagli uomini e dalla vita, tentata dall'idea di vendere il suo corpo in rete come un oggetto su eBay, e la Justine 1.0 avida di vita e di sesso e catalizzatrice di situazioni estreme. Elena Bibolotti, editor barese (e conosciuta sul web grazie al suo blog bibolotti.blogspot.com) alle prese con il suo primo romanzo, dimostra di conoscere bene sia le sensazioni analogiche che quelle digitali, e ci racconta delle due donne con uno stile pulito e scorrevole. Nonostante la sua predilezione sia chiaramente per la versione 1.0 del suo personaggio, l'autrice dosa gli ingredienti nel modo giusto, inducendo il lettore a tifare per il loro ricongiungimento: una versione di Justin 3.0 finalmente libera, appagata e felice. Le loro riflessioni (della protagonista e dell'autrice) sono colte e mai banali, e le scene di sesso funzionali alla vicenda e mai fini a loro stesse. Ed è molto probabile che l'autrice conosca bene anche le sensazioni estreme che descrive (solo una mia supposizione non avvalorata dai fatti, ahimé!) perché le racconta con avvincente realismo, spiegandoci che "il sadomaso non è un gioco di sfumature, ma una chiara linea a mille metri di altezza su cui camminare in equilibrio e senza rete". Il cuore è soltanto un muscolo, recita il sottotitolo del romanzo. Un muscolo che però ha bisogno di essere allenato. Un che muscolo che rischia seriamente di atrofizzarsi quando è costretto ad inseguire amori virtuali davanti ad un pc.

 

 

 

 
 
 
 
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