Il maiale non fa la rivoluzione

La pubblicazione nel 1975 di Animal Liberation di Peter Singer ha dato il via all’analisi filosofica degli antispecismi di matrice analitica, influendo insieme ad altri pensatori e filosofi su tutti i movimenti sorti per la salvaguardia e la rivendicazione di diritti delle specie non umane. La riflessione parte dall’evidente constatazione che gli animali nel corso della storia dell’umanità sono divenuti poco più che oggetti: “giorno dopo giorno, anno dopo anno, crepano milioni di animali non umani per garantire cibo, vestiario, divertimento di vario genere e ricerca scientifica alla specie Homo sapiens.” Singer vuole dimostrare che la capacità di provare dolore deve ottenere considerazione morale e gli studi e le scoperte sul linguaggio animale e sulla mente ribaltano le opinioni di detrattori classici, da Cartesio a Carruthers a Scruton, basate su una profonda non conoscenza delle specie non umane e sull’errore di confondere qualità morali con proprietà corporee. E se fossimo un cucciolo di maiale? Cosa penseremmo del nostro mondo e della nostra specie che consideriamo così evoluta? Come interpreteremmo la realtà? Quali domande ci porremmo e quale idea avremmo rispetto a tutto quello che ci circonda?
Leonardo Caffo, giovane filosofo e attivista catanese, prova a immaginare una nuova umanità passando attraverso la “liberazione dell’animalità”. Analizza criticamente gli aspetti etici e quelli politico-giuridici, scuote il lettore e lo costringe ad interrogarsi e lo invita a dimenticare tutto quello che sa sulla propria specie “fino a divenire puro spirito”. Attraverso quattro macrosezioni (Genesi e Nemesi, Dubbi spacciati per certezze, L’antispecismo debole e Dialogo tra l’antispecismo debole e quello politico) questo saggio conduce ad una nuova visione dell’universo animale che ci comprende e ci trascende. L’autore ipotizza, confuta, dimostra con il linguaggio proprio della filosofia, ma rivolto ad un pubblico vasto, analizza fatti di cronaca recente dalla liberazione dei beagle di Green Hill alla strage dei cani in Ucraina, ci invita a riflettere sulla politica spicciola che promuove azioni apparentemente a favore degli animali in cambio di voti e vantaggi personali. La teoria fondante di questo saggio, l’antispecismo debole è una teoria in evoluzione che richiede l’attenzione e l’impegno di tutti, per distinguere ciò che è “vero” da ciò che è “giustificato”, per elevare l’umanità alla comprensione di essere una delle specie che abitano il pianeta con identico diritto e non l’unica esistente.

 

 

 

 
 
 
 
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