I cattivi pensieri

I cattivi pensieri
“Paula, non ci credo che anche tu lo sognavi, lo pensavi che saremmo stati due nomadi nella pampa. La pampa era nostra e l’ho barattata per un lavoro in cui riempio documenti Excel e una moglie distante”. Massimo, Ruggero, Tommaso e Massimiliano stanno cenando insieme a base di amanita muscaria e Cheval Blanc. È il loro ultimo giorno da leoni, la loro rivincita contro il mondo, finalmente sono loro a decidere che direzione deve prendere la loro vita, finalmente sono liberi.
Massimo è incastrato in un lavoro che lo riempie di frustrazioni e in un matrimonio completamente schematizzato su un foglio excel. Ruggero è un avvocato che si è trovato un hobby molto particolare per sfogare l’impotenza che lo attanaglia nella vita quotidiana. Tommaso lavora nello studio medico della madre ma si porta dietro un peso enorme e non riesce a confessare ai suoi cari di non essere quello che credono. Massimiliano lavora come tecnico del suono e, dopo un’atroce scoperta, passeggia di notte con un coltello in tasca fantasticando di assassinare qualcuno. I quattro, rinchiusi come bestie nelle loro gabbie, si agitano senza riuscire a liberarsi, ma forse, il solo fatto di essersi incontrati, trasmette loro la forza di dare una svolta alle loro vite, per sempre…
Giorgio Pirazzini è un giovane autore originario di Faenza attualmente residente a Parigi. I cattivi pensieri è il suo quarto romanzo e ci mostra un mondo colmo di nostalgia, nel quale tutti i personaggi annaspano per cercare di portare avanti una vita sopportabile. L’autore è stato molto bravo nella costruzione di personaggi con i quali il lettore non può che simpatizzare: chi di noi, per un motivo o per un altro, non si sente un po’ in gabbia? Chi di noi non vorrebbe, a volte, mandare tutto all’aria e ricominciare da capo? Pirazzini racconta sensazioni che tutti noi abbiamo provato, ci mette davanti agli occhi i nostri sogni e le nostre delusioni, ci parla di persone che conosciamo e di frustrazioni delle quali non riusciamo a liberarci. Purtroppo - e questa è la causa dei due panini - la parte finale del libro non mantiene le promesse delle prime pagine: i personaggi perdono aderenza al reale e la vicinanza col lettore si fa man mano più labile. Nonostante questo, il libro è consigliato e soprattutto lo è il suo autore, ottima promessa in stile malinconico nel mare magnum di scrittori o sedicenti tali del panorama contemporaneo italiano.

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