I ragazzi di Anansi
Esplorare la complessità del modello-famiglia attraverso una vicenda zeppa di divinità arcane, mostri e magie che però ha il ritmo e l'energia di un film di Stanlio e Ollio? E che ci vuole, se se Neil Gaiman! No, davvero. Lo so che sembra complicato, ma non lo è. Un tizio ha una famiglia incasinata un po' come le vostre, la mia. Vuole solo sposarsi la ragazza che ama e vivere senza scocciature la sua vita normale, solo che la sua famiglia è incasinata, ve l'avevo detto, e allora le cose non sono facili come tutti vorrebbero che fossero. Tutto qui. "L'idea mi è venuta nel 1996, e I ragazzi di Anansi doveva essere una pièce teatrale o magari un film", ha raccontato Gaiman in una recente intervista. "Ho scritto tre scene, ma non erano davvero granché. L'unico personaggio che funzionava era Mr Nancy, e quando ho scritto American Gods è stato un piacere utilizzarlo come guest star. Poi qualche tempo fa ne parlavo con la mia editor Jennifer Brehl, che mi ha convinto a trarne un romanzo". Un romanzo che è una palla di pongo nella quale Gaiman ha impastato noir, commedia, soprannaturale, mitologia. E lo ha fatto con una tale naturalezza, con un tale cristallino talento di narratore che ogni genere - per quanto apparentemente inconciliabile - diventa qui l'ingrediente di una ricetta miracolosa. I ragazzi di Anansi esplora un lato più solare ed umoristico dell'universo di American Gods, ma ne ricorda la visionaria bellezza.
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