Personaggi precari

Personaggi precari

Fulvio pensa che se anche una sola delle persone che conosce potesse leggergli nel pensiero, sarebbe finito. Antonello si chiede (immaginiamo senza osare esprimere il pensiero ad alta voce) se quella sarà veramente sua figlia perché “È tanto bassotta...”… C’è chi mangia un sacco di crostata mentre gongola e canticchia, chi ha l’ansia tutte le volte che passa dai sensori anche se non ha mai rubato niente. C’è la ragazza che ha la faccia che “pare un aborto di luna”, chi ricorda quanto erano buoni i piedi delle Barbie, un tipo che “sa di essere già morto” e un altro che descrive la sua generazione di uomini “completamente confusi su tutto” nonostante abbiano “mogli carine, piccoli adorabili, camicie bianche alla sera, automobili che rispondono alle nostre esigenze, lavori discreti e famiglie che ci aiutano”...
Fulvio, Fabrizio, Margherita, Ioanna, Tano, Mordred, Reana: questi e molti altri sono i Personaggi precari nati dalla penna di Vanni Santoni, o almeno solo i sopravvissuti, i selezionati tra i tanti ritratti che dal 2004 hanno cominciato a popolare il blog dell’autore. Non aspettatevi qui storie di precariato lavorativo perché i personaggi non solo spaziano tra tutte le età e professioni ma soprattutto sono precari in senso intrinseco, in quanto “disposti alla flessibilità” come ha dichiarato lo stesso Santoni. Con frasi brevissime, spesso di una sola riga vengono delineati sprazzi di vite che rischiano di passare inavvertite ma che ora reclamano prepotentemente un proprio spazio, una propria originalità. Di raccolta di Personaggi precari (Pp per gli amici e il loro “creatore”) ce n’è stata un’altra pubblicata nel 2007: questa edita da Voland è l’ultima versione con i Pp nati dopo il 2007. Sì, perché i Pp sono sempre in aumento (su Wikipedia si parla di più di 750 ma corrono voci che tra editi e inediti ce ne siano circa 7000) e il progetto - o meglio la collezione di Santoni - non accenna a interrompersi. Come spiega Raoul Bruni nella postfazione, siamo davanti a un esempio perfetto di micronarrativa in cui grandissimo peso hanno anche le mancanze, ciò che possiamo leggere tra le righe, quello che non ci viene spiegato ma che possiamo intuire. Prendiamone uno, ad esempio Margherita: “A giudicare dai capelli queste son tutte più brave di me…”. Niente più su di lei, eppure c’è tutto un mondo di possibilità dietro questa frase. Irriverenti, ironici, a tratti tristi, spesso spietati, i Personaggi precari si prestano ad una lettura rapida ma non superficiale e – ancora più importante - creano una fortissima dipendenza. Consigliato.

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