Survivor

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tre
Tender Branson racconta la storia della sua vita direttamente da un aereo, il Volo 2039, che sta precipitando inesorabilmente sul deserto australiano. Come in un conto alla rovescia esistenziale – le pagine ed i capitoli sono numerati all’indietro - il protagonista, approfittando della provvidenziale scatola nera, registra la sua movimentata autobiografia, tra rimpianti, errori, orrori e successi. Tender appartiene alla rigida setta dei Creedish – nemici del progresso e un po’ schizzati – ma a 17 anni è costretto a lasciare la comunità (per una legge che consente solo ai primogeniti di continuare la tradizione) e da lì comincia il suo viaggio alla scoperta di un mondo che non comprende e che non gli appartiene. Da efficiente uomo delle pulizie (che comunica con i suoi datori di lavoro solo tramite interfono e conosce tutti i segreti per smacchiare e per cucinare una gustosa cenetta), a telepredicatore (manovrato da un fantomatico agente), imbonitore di anime alle prese con il cinismo e la potenza tutta terrena dei media: Tender cambia pelle e giunge al successo ma continua a sentirsi messo all’angolo da un ruolo che non gli corrisponde. Neanche l’amore per la sensuale Fertility Hollis, conosciuta in un cimitero e sposata durante la finale del Superbowl, lo aiuta nella ricerca della Verità su se stesso. Da solo, su un Boeing 747 in caduta libera, Tender riuscirà a prendere per la prima volta in mano la sua vita e trasformare la sua storia in un epica immortale...
Chuck Palahniuk possiede una sfrontatezza narrativa unica nel suo genere, una naturalezza perversa nel raccontare storie incredibili e paradossali: i suoi libri sono montagne russe di carta che scuotono e maltrattano il lettore, preservandolo dalla 'solita minestra' e proiettandolo in audaci vortici di truce perfidia. Survivor non risparmia nessuna icona della civiltà occidentale, da McDonald’s a Cristo: dissacrante quanto basta, si ferma ad un passo dalla blasfemia pur snocciolando in abbondanza versetti biblici come fossero slogan e “leggendo” la religione come un carrozzone mediatico. Sapiente e sadico affabulatore, Chuck usa l’arma del pulp e del grottesco come nessun altro e i suoi personaggi, in questo caso lo spaesato Tender Branson, riescono – quasi magicamente - a procurare fastidio ed empatia allo stesso tempo. Nel “Libro delle preghiere semplici semplici” (lo sconclusionato bestseller del protagonista) sarebbe doveroso a questo punto inserire questa: “Ti prego Signore, conserva a lungo in salute Palahniuk e donagli sempre la giusta ispirazione”. Amen.