Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali

Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali
In Veneto, a Padova, il CSO (Centro Sociale Occupato) Pedro nasce in un ex magazzino nel 1987, e da allora da più di 25 anni porta avanti delle attività e dei progetti nell’ambito della cultura e dell’ambiente, del diritto alla cittadinanza e di quello al reddito... A Treviso, il collettivo ZTL, nato nella primavera del 2012, si ispira alle TAZ (Zone Temporaneamente Autonome) teorizzate da Hakim Bey, occupando spazi vuoti all’interno dei quali ci si organizzano delle assemblee, workshop, mostre, ed abbandonandoli successivamente prima delle ordinanze dello sgombero... A Marghera,  nella città operaia, il CS Rivolta è attivo da più di un ventennio, ed è attualmente sede del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre, dell’associazione Razzismo Stop e dell’associazione Difesa dei Lavoratori, oltre ad ospitare una scuola di italiano per migranti, una palestra popolare e numerosi eventi culturali... Nel 2010, Zona Autonoma Milano inizia un’occupazione temporanea di tre giorni all’ex mercato di viale Molise, ma è solo nel 2011 che i Corsari e i militanti della Rete Studenti occupano una vecchia fabbrica, sgomberata a manganellate qualche mese dopo, e che obbliga gli attivisti a spostarsi in una scuola comunale, sede dell’attuale ZAM 3.0...
Il Piccolo atlante storico geografico sui centri sociali è un lavoro di graphic journalism in cui all’investigazione giornalistica si somma il rigore storico. Si passano in rassegna gli anni che hanno visto l’emergere e lo sviluppo di strategie di radicamento sociale delle comunità politiche e popolari, degli spazi autogestiti e occupati, restituiti alla cittadinanza e sottratti al degrado e alla speculazione edilizia. Calia narra in maniera passionale le vicende storiche di chi ha cercato una sintesi tra ribellismo metropolitano e critica sociale, senza rimanere su un piano astrattamente antropologico e atomizzato. In questo breve manuale sulla galassia dei centri sociali, sono depositate le verità di chi ha sviluppato delle forme di opposizione paradigmatica; si offre un servizio informativo su quelle individualità e collettività che hanno trasformato il tessuto delle società contemporanee, ottenendo una serie di conquiste civili e assegnando al movimento antagonista una rilevanza storica e una radicalità territoriale. Come a dire che gli ideali collettivisti, comunitari e l’orizzontalità nei rapporti sociali non sono solo delle circonlocuzioni teoretiche, ma assumono anche una loro storicità terrena manifesta nei rapporti quotidiani.

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