Sette sono i re

Sette sono i re
Le staffette in moto girano come api impazzite. Sulle scale che portano al seminterrato blindato spuntano due sentinelle. Un breve cenno d'intesa, poi le moto scompaiono e arrivano i quattro fuoristrada neri. Tre uomini scendono e s'infilano nel seminterrato. Sotto, tra odore di muffa e cemento fresco, un piccolo tavolo. Su di esso un fiasco di Lamezia rosso e quattro bicchieri. C'è un problema da risolvere. Urgente. Qualcuno al nord, vicino Milano, ha preso decisioni in proprio, senza ascoltarli. La questione va assolutamente rimessa a posto e nel più breve tempo possibile. Il loro uomo di fiducia al nord li ha già prontamente rassicurati. Sarà lui personalmente a occuparsi della faccenda. I tre uomini risalgono dal seminterrato e tornano ai loro SUV. Poi, tra il rombo delle moto delle staffette, scompaiono nella polvere... L'uomo è rinchiuso in quel fetido nascondiglio già da alcuni giorni. Non sa ancora nulla. Solo che lo verranno a prendere per compiere il suo lavoro. Deve essere pronto. Come sempre. Come tutte le volte che gli è stata affidata una missione. Che sia in Bosnia o in Medio Oriente non fa differenza per lui. Un professionista non deve pensare. Deve solo agire. Un messaggio al cellulare. Ecco il segnale. Stanno arrivando. Prepara il borsone con le armi. È pronto...
Un noir freddo e tagliente come un bisturi questo romanzo di Angelo Ricci. In un'Italia spettrale e desolata attraversata da sud a nord da due camorristi e un sicario imperturbabile, l'autore ci mostra il quadro desolante e desolato di un Paese senza speranza alcuna. Dallo smaltimento dei rifiuti al caporalato, dallo sfruttamento della prostituzione agli appalti truccati, dalla costruzione di autostrade fino all'Expo che viene progettato su un'area contro il volere di chi l'Italia la comanda e gestisce da Aosta fino a Reggio Calabria. Tutto è meticolosamente controllato e sotto stretta sorveglianza di organizzazioni criminali senza scrupoli. Compresa la vita del mercenario chiamato a risolvere l'improvviso intoppo “burocratico”. Eppure proprio a lui, gelida macchina da guerra, toccherà alla fine paradossalmente aggrapparsi per intravedere un minimo spiraglio di salvezza.

 

 

 

 
 
 
 
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