Serpenti

Serpenti
Argentina. Giorni nostri. Polonio, Fanta e Seco sono tre ragazzi ormai alle soglie dell’età adulta, sono annoiati, infastiditi, un po’ acri nell’animo. Per placare questa noia decidono di andare in vacanza in una estancia che si trova al confine con il Brasile e il Paraguay, una zona dove ci sono serpenti velenosi e pericolosissimi. Il caldo è asfissiante, l’umidità crea una cappa densa che si potrebbe tagliare col coltello, da ogni angolo e da gran parte del soffitto pendono ragnatele, mazzi di fiori secchi fanno triste mostra di sé all’interno di vasi di latta, mentre le tovaglie fatte all’uncinetto non servono più a rendere più accogliente la tavola  ma soltanto a catturare strati e strati di polvere. E poi, appunto, ci sono i serpenti. Uno dei tre ragazzi soffre proprio di ofidiofobia ed essendo anche un inquietante maniaco del controllo si documenta sulle numerose e multiformi specie della zona. Questo però non placa le paure di nessuno, ma anzi le amplifica, fra il tempo che non passa, il sesso, la droga, l’alcool e un odio sotterraneo e lascivo…
Interessante scrittura quella di Daniel Krupa  che, alla terza opera - un romanzo breve che mira dritto al punto della trama -, è asciutta, concisa e densa, raccontando in poco meno di 100 pagine uno spaccato amplissimo della vita sudamericana, della ricchezza e della povertà, della vita e della morte, attraverso uno stile estremamente personale che coniuga la fiction e la non fiction: diversi generi letterari, da quello generazionale fino al thriller e all’horror passando per il saggio scientifico e il romanzo d’avventura. A leggerla così sembrerebbe un pastiche senza né capo né coda, invece il giovane Krupa, classe 1977, che ha pubblicato in patria l’opera quando aveva 32 anni, tiene perfettamente le fila del discorso, lo sviluppo della trama e dei temi rimanendo in linea con quella che è la tradizione sudamericana. Alla lunga, infatti, richiama persino l’intoccabile Borges, non dimenticando però come per ogni autore che si rispetti nemmeno una certa deriva shakespeariana (lo testimonia in primis il nome di uno dei tre protagonisti). Serpenti risulta essere un libro gradevole e originale, che ha il suo punto di forza nell’ambientazione straniante e malinconica, quello debole nella schematica caratterizzazione dei personaggi.  

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