


L'11 settembre è una data che ha segnato la storia: le immagini dell'attentato alle torri gemelle rimarranno impresse nella mente di questa generazione e di quelle che verranno. Ma la storia ci aveva già consegnato un altro 11 settembre fatto di un palazzo in fumo, di morti, di sangue: è l'11 settembre del 1973 e a Santiago del Cile la Moneda, il palazzo presidenziale, è in fiamme. Il presidente Salvador Allende, eletto dal popolo nel 1970, è barricato all'interno per difendersi dal golpe organizzato dai militari che porterà al potere Augusto Pinochet e che aprirà le porte ad una delle dittature più atroci della storia dell'umanità. Oggi, a quasi 40 anni di distanza, il Cile è un paese democratico guidato da una donna, Michelle Bachelet. La sua biografia viene pubblicata in Italia da TEA arricchita da un'intervista che la presidentessa ha rilasciato a due giornaliste italiane, Carla Chelo e Alice Werblowsky. Non è una biografia qualunque: è la storia di una donna di 55 anni che si sovrappone alla storia del suo paese. Michelle infatti è figlia di Alberto Bachelet, uomo di grande caratura morale e generale fedele al suo paese e al presidente Allende; la sua fedeltà gli è costata la prigionia, la tortura e la morte. Cresciuta in una famiglia unita e borghese, Michelle ha accesso alle migliori scuole e vive in prima persona il fervore politico degli anni '70 nel suo paese; studia Medicina ed è la rappresentante degli studenti di sinistra all'Università pur non avendo nessuna tessera di partito. L'11 settembre 1970 chiama a casa come ogni giorno dal telefono pubblico posto nell'atrio dell'istituto universitario nel quale segue le lezioni e apprende dalla madre che sta accadendo qualcosa di terribile. Quel giorno e i successivi saranno drammatici: la polizia entra nelle fabbriche, nelle case, nelle università. La gente viene portata via; molti non ritorneranno mai. Anche il padre di Michelle non tornerà mai. Anche Michelle e la madre saranno sottoposte a tortura...
Sembra la storia di una predestinata, come se per Michelle Bachelet fosse scritto che un giorno sarebbe diventata presidente del Cile, un paese per cui ha lottato, ha sofferto, ha pagato e di cui conosce la storia non per interposta persona ma perché scritta su ogni ruga del suo volto. Un libro interessante in cui si respira l'America Latina, come era e come è. In cui una donna descrive come è essere presidente e cosa voglia dire la passione politica e l'impegno civile.