Rosso caldo

Rosso caldo
È un vecchio palazzo quello che confina col basso di Alina e Mariarca, e i gemiti che Alina attribuisce agli spiriti senza pace in realtà stavolta sono probabilmente quelli di Girolamo Sellitto, trovato poi morto da Attilio Coppola, il guardiano di Palazzo de Pignatta Valois di Cancello a Pozzo Vecchio. Una morte che sembra non avere un perché, alla quale ne seguiranno altre, un’indagine che impegna Blanca Occhiuzzi, la sovrintendente del commissariato di Pozzuoli, ipovedente che non si dichiara se non quando inevitabile, il commissario Martusciello, l’ispettore Liguori e l’agente scelto Carità. Ognuno braccato dai propri problemi quotidiani, che si intrecciano inevitabilmente al lavoro. Le due famiglie di Carità, l’amore semiclandestino di Blanca e Liguori, il ritorno dopo l’evasione del padre di Ninì, l’adolescente adottata da Blanca a seguito dell’omicidio della madre. E poi il disperato tentativo della nobile abitante del palazzo di tenere pulito il nome di famiglia, la disperata lotta per la vita del commissario che sarà vittima di un agguato…    
Viene da chiedersi quanto una città possa influenzare lo stile e il linguaggio di un autore. Con lo stile della Rinaldi succede eccome, Napoli nel libro si respira, entra prepotentemente con i suoi colori – vividi nonostante la pioggia insistente - con i suoi squarci di bellezza nascosti in certi palazzi fatiscenti all’esterno ma che nascondono cortili e appartamenti splendidi, con gli odori, con le voci. Ed è nelle storie che si intrecciano - come già inarrivabilmente ci ha raccontato Eduardo De Filippo in Miseria e nobiltà – che si disvela una città che a dispetto degli stereotipi ha davvero il cuore in mano. Nello specifico non è sempre metaforico quel cuore, a volte è il cuore di qualcuno strappato dal petto con un coltello, a volte con le parole e la violenza psicologica. E Patrizia Rinaldi li racconta tutti questi cuori, da quello del quartiere che finge di credere alla parentela di due anziane donne che si amano e “adotta” la più debole quando resta sola a quello di una poliziotta ipovedente che ha adottato Ninì, fino a quello della ragazzina che ancora vuole credere al padre assassino. Un romanzo che esula dai generi ed è adatto a chiunque ami le buone letture.

 

 

 

 
 
 
 
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