Verità imperfette

Verità imperfette


Maria Letizia vorrebbe sapere chi è che da tanto tempo continua a telefonarle di notte senza dire una parola. Ma vorrebbe saperlo, ecco, informalmente: ha i suoi buoni motivi per ritenere che non sia il caso di scomodare la polizia per una cosa del genere. Per questo ha chiamato la compagnia telefonica: le basterebbe conoscere il nome di chi si nasconde dietro quegli squilli muti. Ma Tiziano - l’ultimo operatore dell’ultimo call center della Telecom - non può risponderle: se anche avesse accesso a quelle informazioni (e sta facendo di tutto per spiegarle che non è così), non sarebbe comunque autorizzato a dargliele. La ragazza chiude; ma la cosa non finisce lì, continuando a ronzare nella testa di Tiziano anche dopo: e se Maria Letizia avesse ragione ad aver paura? Se davvero si nascondesse un pericolo dietro quelle insistenti chiamate?
Un “noir a incastri multipli” si definisce nel sottotitolo questo bel volume curato da Luigi De Pascalis, esperimento di scrittura collettiva in cui ognuno degli autori riprende, rivede e porta avanti la narrazione di quelli che lo hanno preceduto. Con una tecnica che ricorda quella de Il capitale umano, ma forse meglio si direbbe quella del primo Kundera, per l’ampiezza della rosa dei personaggi e degli eventi. Lavoro corale diretto dal curatore, che ha intercalato i vari brani con brani tratti dal quotidiano «Il Messaggero» (la vicenda è ispirata a un fatto di cronaca). Tra i nomi degli autori spiccano quelli di Marco Vichi e Maurizio de Giovanni.

 

 

 
 
 
 
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