Memoriale del convento
Il mondo barocco evocato dalla penna di José Saramago si avvicina a Il nome della rosa di Umberto Eco e si contamina di realismo magico à la Gabriel García Márquez. Il romanzo intreccia storie di inquisizione, processioni, descrizioni sublimi, riflessioni filosofiche, farse e altri stili narrativi in un flusso pieno di umanità e di anima. Non spaventi il titolo: il pretesto di essere un memoriale della costruzione del convento è appunto solo un innocente trucco fra autore e lettore. In queste pagine si incontra la storia del Portogallo, con il terremoto di Lisbona, la piaga della febbre gialla e la povertà del popolo che cerca di sopravvivere ai soprusi generati dall’autorità sia essa temporale che spirituale. In più c’è la grande storia d’amore di due personaggi unici, legati da un sentimento eterno, che supera i confini della pagina e si trasforma in classico. Un libro che riassume un’epoca e che qui e là regala pagine sublimi, riuscendo a cogliere nelle piccole esperienze del quotidiano di molti secoli fa, motivi universali che ci fanno ridere, piangere e riflettere ancora oggi.
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