XXI Secolo

XXI Secolo
L’apocalisse non è spingere un carrello attraverso un’America deserta e polverosa e non è neanche tenere a bada orde di zombie barricati in un centro commerciale: è quando i centri commerciali non esistono più ma gli uomini esistono ancora (anche se sempre più emaciati e tristi) ed entrano ed escono dai quei centri commerciali (o meglio da quello che ne resta) con le borse vuote e gli occhi affamati. L’apocalisse è quando i vecchi ti rubano dentro casa, la corrente va e viene, i telegiornali ti mandano tutto il giorno l’infortunio di un cavallo e le donne girano senza dentiera. L’apocalisse è, in sintesi, quando i soldi finiscono e l’Occidente si spegne. Ma soprattutto è quando tua moglie entra in coma, così, da un giorno all’altro, e tu devi tornare a casa da solo, a proteggere i tuoi figli, in un quartiere che è l’ultima imitazione della borghesia…
Per dirla tutta, io non mi farei tanti problemi a prendere a sprangate uno zombie (se non sapete come fare consultate questo comodo manuale http://www.mangialibri.com/node/236) ma se dovessi prendere a sprangate un vecchio, un disperato, un affamato… dio mio, allora sì che me la farei sotto. Questo per dire che di tutte le apocalissi letterarie che ho letto, di tutte le disperazioni possibili, la più disturbante per me è quella di Paolo Zardi. L’Overlook Hotel toglie il sonno, ragazzi, ma pure i palazzi fatiscenti, occupati e con vista discarica non scherzano… e poi quella domanda, angosciosa e strisciante: “Chi è mia moglie?”. Per trovare una risposta ci mettiamo in viaggio tra l’Italia e la Svizzera, sulle tracce di Eleonore (e di quello che è rimasto della civiltà). Il parallelo tra dramma intimo e dramma collettivo viene facilissimo, e la metafora della strada pure; ma Paolo Zardi scrive bene e dunque, una volta tanto, le metafore funzionano. XXI Secolo è stato, meritatamente, candidato al Premio Strega: romanzo e autore saranno abbondantemente lodati e sbrodati. Noi però, che Paolo Zardi è bravo, ve lo diciamo già da un pezzo: fate un po’ voi.

 

 

 

 
 
 
 
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