Il senso del ritmo
Il ritmo è uno degli aspetti cardine della nostra percezione del linguaggio, della musica, dei movimenti, degli eventi naturali. Ma questa simmetria è oggettiva o solo una struttura creata dal nostro cervello? La nostra esigenza di ordine ed equilibrio, il nostro individuare una ripetizione armonica o una negazione della stessa nel reale è innato, acquisito o semplicemente arbitrario? Su questi ed altri temi, analizzati soprattutto dal punto di vista della semiotica, Giulia Cerini ci guida alla scoperta delle teorie scientifiche più interessanti e controverse...
La centralità del ritmo nell'esistenza umana è fuori discussione: a partire dal battito del nostro cuore, tutta la nostra vita è accompagnata da un sottofondo di suoni e movimenti più o meno ritmici, per non parlare delle reazioni chimiche, di molti processi bio-molecolari, dei ritmi astronomici, e di quei complessi meccanismi che vanno sotto il nome di orologi biologici. Questa nostra predisposizione a cogliere la simmetria e la ripetizione ciclica nei fenomeni percepiti è però un'arma a doppio taglio, perché potrebbe indurci a vedere una logica dove non c'è: a tali affascinanti dubbi è dedicata la puntuale ricerca di Giulia Cerini, studiosa della comunicazione pubblicitaria e di quella che alcuni definiscono "scienza dei sistemi segnici", la semiotica. Citazione dopo citazione, enunciato dopo enunciato, l'autrice esplora il pensiero di decine di filosofi, scienziati, intellettuali che si sono occupati dell'argomento. Alcune teorie si rivelano vicoli ciechi, altre non collimano con la definizione di ritmo come "struttura concettuale e strategia pragmatica" cara alla Cerini, ma tutte contribuiscono a darci una visione d'insieme che può essere un ottimo viatico per ulteriori approfondimenti. Questo excursus a volo d'angelo comporta però l'impossibilità di soffermarsi sui concetti come a volte sarebbe necessario e gradevole, dando al volume un piglio più da manuale universitario che da saggio da scaffale: aggiungiamo anche che (almeno per noi) Il senso del ritmo si è rivelato di non facile lettura a causa dell'ostico tecnicismo di più di un capitolo, e otterremo un giudizio positivo -soprattutto per il fascino degli argomenti trattati - ma con molte riserve.

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