Radio Miami
Il 17 aprile 1961 un gruppo di esuli cubani anticastristi appoggiati da piccoli contingenti dell'esercito americano sbarcò in forze a Cuba, nella zona della Baia dei Porci. Ma nonostante l'equipaggiamento scarso e una buona dose di cialtroneria, le forze castriste ebbero facilmente ragione del commando. Tre le ragioni: maggiore esperienza nelle tecniche della guerriglia da parte delle truppe di Fidel e Che Guevara, il 'tradimento' di John Fitzgerald Kennedy che all'ultimo momento per ragioni politiche negò l'appoggio diretto dell'aviazione USA e infine la mancata sollevazione della popolazione cubana, data erroneamente per scontata dai servizi segreti statunitensi. La giornata finì 90 (morti) a 0. Radio Miami inizia da qui, ma la Baia dei Porci è solo un pretesto - appare chiaro sin da subito - come del resto nelle pagine successive la storia dell'occupazione del Guatemala o quella della Rivoluzione Cubana, un pretesto per costruire un romanzo (di avventura? di politica? di nostalgia? d'amore? di musica?) che rimbalza da una base aerea a un bordello, da un accampamento clandestino a un locale da ballo, da un sogno a un'insonnia, di bolero in bolero (e infatti non sono pochi i capitoli che hanno per titolo il titolo di una canzone). Il 'metodo Belgrano Rawson' consiste nell'evocare ricordi, nel legarli tra loro, nell'andare e tornare attraverso il tempo e lo spazio, nell'accumulare immagini, personaggi e pensieri fino a farne indigestione, con una generosità tutta latinoamericana ma al tempo stesso anche molto cerebrale. Centro di gravità poco permanente di questo caleidoscopio è Rosa (il titolo originale del libro infatti è Rosa de Miami), la dj-entreneuse che come una rosa dei venti indica il movimento, la strada, è incrocio e simbolo al tempo stesso. "Radio Miami nasce come un fumetto, un fumetto intitolato Garrapatenango, ispirato a un cubano emigrato a Buenos Aires, un ex paracadutista fatto prigioniero alla Baia dei Porci, uno che giocava a baseball a Ferro e viveva nella stessa pensione dove vivevo io", racconta Eduardo Belgrano Rawson in una recente intervista. "Si chiamava Ramón Masvidal. Ora vive a Miami, suppongo". Nel passaggio da fumetto (mai pubblicato, resistono solo tre o quattro schizzi dallo stile grottesco che qui intervallano i vari capitoli) a romanzo, altri temi si sono aggiunti a complicare, arricchire la scena: il bombardamento del Guatemala dopo le espropriazioni ai danni delle multinazionali americane da parte dei governi socialisti, per esempio. Personaggi immaginari convivono accanto a personaggi reali, come Fidel Castro (menzionato inesorabilmente come il Cavallo), Che Guevara, Camilo Cienfuegos, Jorge Masetti, Tachito Somoza. Storie 'piccole' accanto alla Storia con la S maiuscola. Carne, sudore, canzoni da ubriachi. Emozioni, colori, suoni. Senza embargo.
Leggi l'intervista a Eduardo Belgrano Rawson
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

