Persi in un buon libro
Dopo il grande e inaspettato successo del primo capitolo della saga di Thursday Next, ecco arrivare un atteso sequel (per capire quanto atteso basti pensare che in Gran Bretagna la prima edizione è andata esaurita in mezza giornata) nel quale - in omaggio o forse a dispetto del titolo - è facile perdersi. Non c'è pagina infatti che non sia zeppa di giochi di parole letterari, allusioni a personaggi o libri famosi - come coprotagonisti vi bastano Josef K., lo Stregatto e Miss Havisham? - e il pericolo di perdere la bussola è concreto. Ma Jasper Fforde dà la sensazione di non volere dai suoi lettori la sospensione dell'incredulità - come sarebbe ovvio attendersi - quanto piuttosto di incoraggiare una divertita incredulità che consenta quel tanto di distacco dal plot che permette di non esserne travolti. Lo stile è scoppiettante e ironico, metà commedia metà fantascienza ucronica steampunk (il romanzo è ambientato in un'Inghilterra del 1985 dove non esistono computer né aerei ma in compenso ci sono cloni e viaggi nel tempo e la gente va matta per la Letteratura), e piacerà da impazzire ai fan di Terry Pratchett, e tutto fa pensare che con l'intera storia della Letteratura (e la cultura pop) a disposizione, Fforde sfornerà un bel numero di romanzi su Thursday Next nei prossimi anni.
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