La comica tragedia o la tragica commedia di Mr. Punch

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due
Inghilterra, anni '60. E' ancora buio e fa freddo quando il bambino e suo nonno materno raggiungono la spiaggia per pescare. Nel borsone hanno l'esca viva, un thermos con la zuppa calda e dei panini. Dopo qualche ora, di pesci ancora neanche l'ombra: il bambino - annoiato - lascia il nonno al suo faticoso passatempo e va a fare una passeggiata nei paraggi. Sono le prime luci dell'alba, e la spiaggia è ancora deserta. Solo una piccola tenda variopinta ondeggia al vento. Il bambino la raggiunge, entra, e scopre un piccolo palcoscenico sul quale ben presto appaiono i burattini di Mr. Punch e di sua moglie Judy. Quest'ultima, mentre il bambino osserva rapito, affida alle cure di Punch il figlio neonato della coppia e si assenta. Non appena il piccolo scoppia a piangere, Punch si irrita e lo getta via. Spaventato, il bambino spettatore fugge via e torna dal nonno. Un anno dopo, lo stesso bambino viene mandato a casa dei nonni paterni a Portsmouth perché ha qualche malattia infettiva e sua madre è 'molto' incinta della seconda sorellina e non può permettersi di ammalarsi. Il nonno paterno - che qualche anno dopo perderà la ragione in seguito a un incidente stradale - gestisce un antiquario vicino ma non troppo al mare. Qui, immerso nel buio e nella polvere tra oggetti fascinosi e discorsi incomprensibili per la sua età, il bambino fa la conoscenza di Mr. Swatchell, un misterioso burattinaio, che lo introduce a tutti i personaggi delle sanguinose, stupende storie di Punch e Judy...
In una intervista di qualche anno fa, Neil Gaiman ebbe a dichiarare che La comica tragedia o la tragica commedia di Mr. Punch era il suo lavoro preferito, quello di cui andava maggiormente fiero. Una scelta solo apparentemente insolita, perché pochi viaggi sono emozionanti quanto quelli che si fanno attraverso i territori della memoria, esplorando il mistero dei ricordi dell'infanzia, tentando di dare un senso alle immagini confuse che di quel periodo ci rimangono. Immagini e atmosfere che le vignette di Dave McKean, mago dell'illustrazione ibrida (anche qui fumetto, pittura e fotografia danno il loro meglio senza soluzione di continuità) riescono a rendere con visionaria accuratezza. E la grandguignolesca saga del violento Mr. Punch (qui un burattino veramente spaventoso) diventa allora metafora delle tensioni familiari, delle infelicità dei vincoli, delle crudeltà dei legami, delle miserie dei ricatti. Mentre Neil Gaiman ci guida alla scoperta di un album di famiglia malinconico e surreale come forse nessun altro.