La difficile disintossicazione di Gianluca Arkanoid

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Allontanarsi da un vizio, una mania, un'ossessione non è semplice. Smettere di fumare è tanto difficile quanto allontanarsi dal joypad, o come si diceva una volta joystick, lo strumento di comando dei videogame, che a lungo andare si trasforma inconsapevolmente in dispositivo di controllo della vita di un qualsiasi giocatore dipendente. Gianluca una sera chiude la sua Stazione in una valigia, la getta sull'armadio e si mette a dormire. Il giorno dopo, constatato di non aver vissuto un brutto sogno, comprende che potrebbe riprendere in mano la sua vita con la mente non più obnubilata da strategie di gioco o giuste modalità di annientamento di alieni spaziali. La parte più difficile è cominciare. Fortuna che sulla sua strada fa capolino un emerito professionista della disintossicazione, colui che anni addietro, come si racconta nei vicoli di Napoli, è riuscito a non giocare più: il Camerlengo, che laconicamente trasmette a Gianluca tutto il tuo sapere. E gli fa raggiungere lo step successivo: convincere il resto del mondo (composto in buona parte da individui soggiogati dalla Stazione) della serietà delle proprie intenzioni. Solo in quel momento si rende conto che quasi tutti gli esseri umani con cui parla incentrano le proprie conversazioni su come fare un goal spettacolare a Winning Eleven, gioco che i giovani e non – giovani napoletani appartenenti al genere maschile venerano, specialmente di domenica sera. Scopre di avere più tempo da dedicare alla propria ragazza, a correre, a lavorare alle traduzioni e anche, perché no, a conoscere nuove ragazze alle quali prima avrebbe prestato una parziale e viziata attenzione. Ma la via verso la salvezza è lunga e piena di insidie, prima fra tutte la serpeggiante presenza della Stazione nella mente del povero malcapitato che cercherà fino alla fine di difendersi dalle diverse e irresistibili tentazioni. C'é un unico modo per tutelarsi: affidare la propria memory-card a una persona fidata!

La prosa leggera e il linguaggio che attinge direttamente dal quotidiano rendono questo romanzo molto godibile ed estremamente divertente. La napoletaneità rappresenta il suo valore aggiunto; qui però Napoli - e dintorni - non é presente solo linguisticamente parlando, ma anche con i suoi luoghi di culto gastronomico (pizzerie, venditori di crocché, ecc.) e sociale (il Centro, ma anche Casamicciola, metà preferita dai vacanzieri a Pasquetta) e i suoi bizzarri personaggi (le sorelline chi si affilano i denti ai pali di ferro). Adatto a tutti coloro che preferiscono passare la serata in spericolate scorribande per l'America degli anni '70 o giocare con i più forti professionisti del mondo del calcio senza mai uscire di casa. E anche a coloro - fidanzate, amici, conoscenti - che vengono messi costantemente da parte per una partita a FIFA zeroqualcosa e non hanno mai capito perchè.