Stupore e tremori
In Stupore e tremori Amélie Nothomb racconta la mancanza di senso, la gerarchia, il rigore, i dogmi, l'onore, il sadismo, la cospirazione del silenzio, l'umiliazione, la sofferenza, lo stare un passo indietro a se stessi, le contraddizioni, la diversità con spiccato senso dello humour e un'attenzione ai particolari attraverso la quale riesce a descrivere la complessità. Con pochi accenni quasi distratti - che si possono considerare notazioni a margine - si ha la visione dell'insieme. Il dettaglio non è mai fine a se stesso. L'angolo da cui l'autrice sceglie di descrivere è sempre acuto. È sempre così immersa nella realtà e al tempo stesso capacissima di trovarsene al di fuori. Costruisce un universo parallelo che funge da lente di ingrandimento attraverso la quale far funzionare la realtà, ingrandirla e rimpicciolirla a piacimento, e poi la capacità d'adattamento, il saper stare comunque all'interno di una situazione, accettarne le regole e con quelle giocare. Coinvolge e sorprende, Stupore e tremori. I titoli della Nothomb non sono mai artificiosi, sono diretti, composti da una o due parole togliendo articoli, congiunzioni o preposizioni, non sono un pretesto, un dovere da assolvere, sono il perfetto riassunto del libro stesso, ma ci si accorge di questo ovviamente dopo averlo letto. L'unico riferimento da prendere in considerazione per Amélie Nothomb è: Amélie Nothomb.
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