La quasi luna
La trama dell’ultimo romanzo di Alice Sebold – autrice dell’acclamato Amabili Resti e di Lucky – è apparentemente molto semplice. Ruota intorno al rapporto eternamente contrastante con una madre ‘che ha perso molti colpi’ e che non ha ratio nei suoi atteggiamenti perché è regredita ad uno stato infantile. Si snoda tra la figura di un padre schiacciato dalla devozione per la moglie al punto di decidere di privarsi della vita con un colpo di pistola alla tempia, e due figlie adulte che ama profondamente pur non avendo mai esattamente saputo come dimostrarlo. È un’analisi dettagliata – seppure a tratti tanto esasperata da risultare inverosimile – del rapporto conflittuale tra madre e figlia, quel sentimento insondabile che alterna l’insofferenza totale alla più grande tenerezza e compassione caritatevole. Helen ripercorre le tappe della sua esistenza in un brevissimo lasso temporale, alla luce di un atto estremo, irreversibile. Atto da cui cerca di scappare con la mente e con il corpo, lanciando un grido di dolore in ogni pagina, e a cui è poi irrimediabilmente costretta a tornare: è la sua coscienza a richiamarla alla responsabilità e alla resa dei conti. Un thriller psicologico intenso e doloroso che disegna una mappa dei percorsi che gli affetti familiari tracciano in tutta la loro delicata complessità.
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