Vita sentimentale di un camionista
Difficile riuscire a mettere a fuoco le opere di Alicia Giménez-Bartlett quando si allontana drasticamente dal suo famoso ciclo poliziesco. Quest’opera addirittura precede le grigie avventure di Petra Delicado ed è il tentativo (si lascia al lettore decidere quanto riuscito) di formalizzare sulla carta le istanze femministe di cui l’autrice, nella Spagna a cavallo tra anni ’80 e ’90, era considerata una delle più illustri rappresentanti. La penna però, è noto, non si lascia certo aggiogare da semplici manifesti e tende a sfuggire ad ogni buon proposito letterario. In oltre un decennio di critica (il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1993) è sempre stato posto l’accento sulla capacità della Bartlett di entrare nei meandri della mente maschile, rivoltarla come un calzino usato e poi gettarla nella cesta dei panni sporchi; allo stuolo di donne che circondano Rafael spetterà poi il compito di mondare le manie del nostro camionista malato di sesso. Ed in questo caso sì, i risultati sono palesemente scarsi: Rafael non è propriamente un uomo ed in varie occasioni è lui stesso a metterlo in dubbio. È lui che, in perenne fuga dal mondo femminile dal quale è dipendente, si sgretola - nel fisico e nella mente - di fronte a Tona, forse il vero uomo di questa epopea sessuale on the road. Ad essa l’autrice dedica ampia attenzione e pian piano svela nuovi particolari sulla sua vita, apre nuovi armadi dentro i quali si scoprono i resti di uomini sedotti e poi abbandonati alle loro grucce. Il personaggio di Tona è il vero protagonista, un personaggio poco vistoso eppure sempre presente, anche quando non è attore in scena ma semplice fantasma nei ricordi di Rafael. In questo particolare si trova la qualità più alta del romanzo, quella che a tutti gli effetti si potrebbe definire una beffa programmata: Vita sentimentale di un camionista è stato pubblicato presso la casa editrice spagnola Lumen, d’impostazione marcatamente femminista, alla quale l’autrice dedica questo sfilacciato e impietoso ritratto del mondo femminile. Non c’è sconto alcuno ed esattamente come nella vita vera è la solitudine cronica a muovere i fili dei rapporti umani. Fino alle più estreme conseguenze morali, quelle che sconvolgono la sacralità del quotidiano e vogliono come motore primo il viaggio, il coraggio ultimo di saper prendere una decisione e cominciare a vivere giorno per giorno.
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