Le Catilinarie
Le Catilinarie è un romanzo colto, pieno di rimandi storici, letterari e filosofici. Lo stile della Nothomb è inconfondibile, essenziale eppure ricco di dettagli, di sottigliezze con cui riesce a descrivere i suoi personaggi alla perfezione. Non è mai banale nel raccontare le sue storie siano esse parti della sua biografia o dei noir, come in questo caso. Un libro difficile da scrivere perché è complesso e articolato, difficile da leggere perché è necessaria estrema attenzione per non perdere nessun particolare. È un'altra finestra che Amélie Nothomb riesce ad aprire sull'animo umano. Parafrasando Cicerone si potrebbe dire: Quo usque tandem abutere, Palamède, patientia nostra? È la congiura di un uomo quasi immobile. È lo sconvolgimento di una coscienza. È il ripetersi di una domanda che assilla l'essere umano, fino a che punto posso decidere di me stesso e degli altri? La Nothomb non è una scrittrice moralista, non si nasconde dietro valori immobili che rendono impossibile l'azione, mette in luce il dilemma etico e lascia la risposta aperta. Le interessa che le cose vengano allo scoperto nella coscienza di ciascuno. Si tuffa dentro le situazioni, va a prendere il problema e lo porta in superficie. Spoglia e riveste l'essere umano di tutte le sue finzioni, i suoi inganni. Citando Shakespeare fa dire a Émile "Quando la neve si scioglie, dove va il bianco?".
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