Nodi e misteri
Giambattista De Cristoforis, uomo solitario e amante del mistero, sembra avere un fiuto particolare per le situazioni intricate, da sbrigliare come matasse: durante una passeggiata, le note di una strana melodia lo conducono alle porte di una villa gialla appollaiata sulla scogliera, dall’aspetto disabitato. Invece è proprio lì che Giambattista fa la conoscenza di una anziana signora tutto pepe, che si rivelerà essere un antico amore di suo nonno, e del giovane nipote di lei, appassionato di musica. Proprio all’interno di quell’ambiente così accogliente e familiare, inizia un mistero da dipanare il cui filo conduttore sembra essere un gomitolo rosso che Giambattista ritrova tatuato sul polso del giovane e della sua compagna, nei ricami delle loro giacche, nelle rime di una filastrocca, nella musica amata dal nipote dell’anziana signora, nelle vie in cui bazzica, nei nomi delle persone conosciute nella villa tutti comincianti con la lettera “g”. Ad aiutarlo a comprendere i tanti misteri che accompagnano la sua vita e che riportano Giambattista al suo passato c’è Agata, una donna affascinante, affermata, dolce e sensuale incontrata casualmente in una ricevitoria mentre aspettava di giocare al lotto una serie di numeri correlati ad un sogno bizzarro. È la prima donna che, dalla morte della moglie in un incidente stradale, riesce a fare breccia nell’animo di Giambattista e con la quale, per comunione di interessi, si instaura subito una attrazione intellettuale e fisica. La frequentazione di un vecchio pescatore del luogo, Tonino, e la volontà di scoprire che cosa si celi dietro al nome di una barca, “Mio desir”, porterà Giambattista e Agata da Genova fino in Spagna, a Barcellona, dove i due credono di poter trovare le radici del mistero: “Dentro el corazòn escubrarais el tresòr”. Ma quando sono convinti di essere ormai arrivati alla soluzione ad attenderli c'è una sorpresa...
Nodi e misteri è il romanzo di esordio di Chiara Patarino, già autrice di successo di narrativa per l’infanzia. Fa da sfondo a questo giallo-sentimentale (in realtà più storia di sentimenti poiché l’intrigo è all’acqua di rose), la città di Genova e il suo entroterra con squarci di luci, profumi e colori che regalano alla vicenda belle atmosfere. I vicoli del centro storico, le strade ottocentesche ed i suoi palazzi dipingono una Genova sospesa tra fantasia e realtà, adeguandosi in maniera perfetta all’ambientazione del romanzo e alle caratteristiche dei protagonisti che vivono in un mondo ovattato dove la vita 'vera' resta in disparte. Tutto nel romanzo è fin troppo impeccabile: protagoniste femminili affascinanti, brillanti e coinvolgenti, uomini generosi, intelligenti e capaci di cogliere l’essenza dell’animo umano trovando la soluzione più giusta a ogni situazione. La storia, piacevole nel suo insieme, perde tuttavia un po’ di mordente per le troppe digressioni e i continui richiami a gomitoli e filastrocche, risentendo probabilmente della dimestichezza che l’autrice ha con le fiabe. Sottile è invece la struttura del romanzo, costruita sulla ricerca e la profonda sete di conoscenza delle cose, sinonimo di una silenziosa, costante e profonda discesa in se stessi per portare in luce, come un tesoro nascosto, la propria anima (non è un caso che Giambattista e Agata trovino le loro risposte all’interno di una cornice e dopo avere risolto un difficile rebus). Ricca anche la simbologia, a partire dal soprannome che il protagonista si sceglie – Giovanbattista Cristoforis D’Aragona, un nome da navigatore solitario ed errante d’altri tempi – a significare che ogni conquista, ogni ricerca richiedono il tempo dell’attesa e l’acuta consapevolezza che per arrivare alla verità delle cose occorre sondarne le profondità. Ogni azione dei protagonisti - forti di questa filosofia - è compiuta a vantaggio di una introspezione psicologica che farà riscoprire il valore dei sentimenti e dei rapporti umani, unica ricchezza che neppure il tempo potrà mai cancellare. Un libro per chi crede nell’amore e nei buoni sentimenti.
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