Oudeis - Libro primo
Un uomo senza nome e senza memoria - look sexy: barba e capelli lunghi, impermeabile beige - si sveglia su una spiaggia spazzata dal mare e dal vento. Mentre vaga senza meta sul bagnasciuga tentando di ricordare qualcosa, si imbatte in un uno strano essere simile a un clown, che afferma di chiamarsi Ego e di essere lì per fargli tornare la memoria. Ma le visioni che Ego suscita nella mente del protagonista hanno solo l’effetto di confonderlo ancora di più: l’unica cosa che ora sa è che deve tornare a .it (sì, proprio col punto). Nella vicina (?) megalopoli di Città d’Oriente l’uomo si reca in un bar malfamato: qui prima un avventore cerca di sedurlo (abbastanza garbatamente, peraltro), poi viene avvicinato da una splendida ed enigmatica donna tatuata che sembra sapere tutto di lui e che gli si avvinghia (un po’ meno garbatamente, ma lui - chissà perché - non si formalizza). Quando sta per accettare le sue profferte, stregato dalla sua bellezza, scopre con orrore che la donna è in realtà un essere mostruoso che in qualche modo sembra essere legato alla sua amnesia. A salvarlo è un ragazzino di strada, Then, con il suo cane Thriller. Ma Oudeis, Nessuno, non fa in tempo a tirare il fiato che si accorge che il misterioso spettro di un guerriero in armatura lo sta seguendo... 
Un po’ Blade Runner di Ridley Scott (le ambientazioni urbane e sociali), un po’ Nirvana di Gabriele Salvatores (il senso di ripetizione ciclica degli eventi come in un videogame, la sensazione straniante che tutti sappiano di te più di quanto non ne sappia tu stesso), la saga cyberpunk omerica di Carmine Di Giandomenico, esponente di punta della new wave di fumettisti italiani che negli ultimi tempi si sono conquistati a colpi di splash-page e matite adrenaliniche l’attenzione della Bonelli prima e del colosso statunitense Marvel poi (nello specifico Di Giandomenico ha disegnato albi di Dylan Dog, Conan, Devil, What if? e ora è al lavoro sulla miniserie Magneto: Testament), è una interessante rilettura del mito di Odisseo alias Ulisse, con la Rete nel ruolo dell’oceano che il protagonista smemorato deve attraversare per (ri)trovare la sua .it(aca). Il tratto guizzante di Di Giandomenico, qui al suo esordio come autore sia di disegni che sceneggiature, mette a frutto la lezione dei maestri americani ed europei andando oltre la struttura canonica della pagina ma senza vuoti sperimentalismi. I testi sono del tutto funzionali alle vignette, e si avvalgono di un lettering davvero di elevatissima qualità e gusto. Il pesonaggio più intrigante? NetNeuroma, una sorta di Dea Madre del Web. Aprono e chiudono la graphic novel – in puro stile ‘bardo cieco con la barba bianca e la lira’ - i versi di Fabrizio Tavernelli.
Difficile da trovare in libreria? Compralo on-line, è facile!

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