Il settimo velo
Immaginate di vedere la vostra vita quotidiana sconvolta dalla rivelazione di un segreto in grado di cambiarne del tutto le coordinate, gli schemi, i riferimenti abituali e poi di abbandonare di colpo il presente, farvi prendere per mano dal racconto di un anziano e lasciarvi condurre nella Francia occupata dai nazisti, nella Spagna del dopoguerra e infine in Argentina: è quello che succede alla voce narrante (il protagonista in realtà diventa ben presto suo padre) de Il settimo velo, costretto a ri-programmare ciò che pensa e che ricorda alla luce della realtà che si disvela davanti a lui come il corpo sinuoso di Salomè all’inizio della sua danza, nascosto da sette veli. E quando anche il settimo velo è caduto, la sfida non finisce, ma inizia. La ricerca dell’identità, la memoria benedizione e maledizione al tempo stesso in un tempo in cui è sempre più difficile sapere chi siamo: parte da questo il giornalista Juan Manuel de Prada per sferrare un attacco frontale a quella particolare specie di memoria che definiamo ‘storica’, troppo spesso secondo lui viziata e di parte. Questa opera di de-ideologicizzazione vista da destra (l’autore è un cattolico tradizionalista e un liberale) della Resistenza e della Guerra Civile spagnola e le accuse virulente di totalitarismo alla sinistra repubblicana spagnola naturalmente non sono passate inosservate, tanto che de Prada è amato o odiato senza vie di mezzo in patria e comunque è abituato a suscitare il più vivo dibattito tra i suoi lettori in tutto il mondo. Impossibile infatti rimanere indifferenti alle avventure di Jules Tillon, eroe (ma) senza scrupoli, figura che lotta contro il pensiero dominante, uomo innamorato e pedina di una Storia che ne calpesta la vita e i sentimenti senza riguardo. Feuilleton a tinte fosche più che romanzo storico o romance (anche se ingredienti di entrambi questi ultimi generi sono ben evidenti nel libro), Il settimo velo fin dall'incipit paga pegno per esplicita ammissione dell’autore all’opera di Victor Hugo ma anche a certo cinema di circa sessant’anni fa (non è un caso che venga sottolineata spesso la somiglianza tra la protagonista e l’attrice Miriam Hopkins, e comunque sono molte le descrizioni che sembrano in tutto e per tutto inquadrature cinematografiche un po’ pompose e che viene automatico immaginarsi sottolineate da una struggente orchestra d’archi). Il romanzo si è aggiudicato il Premio Biblioteca Breve 2007.
Leggi l'intervista a Juan Manuel de Prada
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

