Il settimo velo

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due
Il settimo velo
Julio viene raggiunto da una telefonata del padre – con il quale ha sempre avuto un rapporto a metà tra la conflittualità e l’indifferenza – che lo avverte che la madre, da tempo in chemioterapia per un tumore e purtroppo col destino segnato a causa di una metastasi, sta per morire. È l’ennesima brutta notizia per Julio, professore universitario, che è rimasto da poco vedovo dopo che la sua giovanissima moglie Nuria, sua ex allieva, è morta in un incidente stradale, e ha successivamente scoperto con angoscia che la ragazza era incinta, forse non di lui. Il viaggio verso la cittadina nella quale vivono i genitori è l’occasione per Julio per ripercorrere con la mente ciò che sa della loro storia: la mamma Julia era un’attrice dalla bellezza sfrontata, che suo padre, che aveva una piccola ma avviata fabbrica di dolciumi, aveva conosciuto quando si esibiva in un localuccio di dubbia fama e sposato malgrado il parere contrarissimo della sua famiglia. Giunto al paesino, Julio scopre di non aver fatto in tempo a salutare la madre, che è già morta. Ma scopre anche qualcos’altro, qualcosa che non avrebbe mai immaginato: il padre gli rivela che in realtà Julio non è figlio suo, e che la madre quando lo aveva sposato era già incinta. I due avevano deciso di non rivelare mai al figlio il segreto, ma negli ultimi tempi la donna - sentendo approssimarsi la fine – aveva cambiato idea e fatto giurare al padre che gli avrebbe detto la verità. Julio, sconvolto, inizia a fare ricerche sul suo vero padre, e rintraccia un sacerdote, padre Lucas, che lo ha conosciuto. Il prete gli racconta allora poco a poco la storia di Jules Tillon, eroe della Resistenza in Francia e divo del circo, uomo di grandi passioni e di grandi dolori, vittima di un'amnesia devastante...
Immaginate di vedere la vostra vita quotidiana sconvolta dalla rivelazione di un segreto in grado di cambiarne del tutto le coordinate, gli schemi, i riferimenti abituali e poi di abbandonare di colpo il presente, farvi prendere per mano dal racconto di un anziano e lasciarvi condurre nella Francia occupata dai nazisti, nella Spagna del dopoguerra e infine in Argentina: è quello che succede alla voce narrante (il protagonista in realtà diventa ben presto suo padre) de Il settimo velo, costretto a ri-programmare ciò che pensa e che ricorda alla luce della realtà che si disvela davanti a lui come il corpo sinuoso di Salomè all’inizio della sua danza, nascosto da sette veli. E quando anche il settimo velo è caduto, la sfida non finisce, ma inizia. La ricerca dell’identità, la memoria benedizione e maledizione al tempo stesso in un tempo in cui è sempre più difficile sapere chi siamo: parte da questo il giornalista Juan Manuel de Prada per sferrare un attacco frontale a quella particolare specie di memoria che definiamo ‘storica’, troppo spesso secondo lui viziata e di parte. Questa opera di de-ideologicizzazione vista da destra (l’autore è un cattolico tradizionalista e un liberale) della Resistenza e della Guerra Civile spagnola e le accuse virulente di totalitarismo alla sinistra repubblicana spagnola naturalmente non sono passate inosservate, tanto che de Prada è amato o odiato senza vie di mezzo in patria e comunque è abituato a suscitare il più vivo dibattito tra i suoi lettori in tutto il mondo. Impossibile infatti rimanere indifferenti alle avventure di Jules Tillon, eroe (ma) senza scrupoli, figura che lotta contro il pensiero dominante, uomo innamorato e pedina di una Storia che ne calpesta la vita e i sentimenti senza riguardo. Feuilleton a tinte fosche più che romanzo storico o romance (anche se ingredienti di entrambi questi ultimi generi sono ben evidenti nel libro), Il settimo velo fin dall'incipit paga pegno per esplicita ammissione dell’autore all’opera di Victor Hugo ma anche a certo cinema di circa sessant’anni fa (non è un caso che venga sottolineata spesso la somiglianza tra la protagonista e l’attrice Miriam Hopkins, e comunque sono molte le descrizioni che sembrano in tutto e per tutto inquadrature cinematografiche un po’ pompose e che viene automatico immaginarsi sottolineate da una struggente orchestra d’archi). Il romanzo si è aggiudicato il Premio Biblioteca Breve 2007.

Leggi l'intervista a Juan Manuel de Prada