Vita e donnine di Milo Manara
La biografia di Milo Manara raccontata attraverso un'intervista al celebre disegnatore veronese: dai racconti di gioventù ai primi lavori come scultore e pittore; dagli studi presso il liceo artistico di Verona agli esordi come disegnatore sul finire degli anni '60; dalla grande amicizia con Hugo Pratt a quella con Federico Fellini, fino alla consacrazione e al successo planetario che lo ha reso uno dei maestri riconosciuti del fumetto d’autore. In chiusura di volume una serie di fotografie e una galleria di 'omaggi' al maestro da parte di alcuni tra i più importanti disegnatori del panorama fumettistico italiano e internazionale... Da sempre nel nostro paese si discute se il fumetto debba essere considerato arte o meno: c'è un partito del si, uno del no e uno del 'dipende'. A quest'ultimo partito appartiene sicuramente Milo Manara, autore celebrato in tutto il mondo per l'eleganza del suo tratto e per la bellezza delle sue famose 'donnine', che nelle pagine di questo interessante libro-intervista alla classica domanda «il fumetto è arte?» risponde senza esitazione «dipende dal fumettista». E d'altronde come dar torto ad un maestro come lui che, prima di diventare uno degli autori più sofisticati del fumetto mondiale, nel lontano 1969 esordì come realizzatore di albi 'erotico-seriali' ('Genius', 'Terror' e poi 'Jolanda de Almaviva')?
Attualmente Manara può essere considerato sicuramente nella schiera degli artisti del fumetto, assieme a una manciata di altri nomi (tra cui va sicuramente inserito Moebius-Jean Giraud) in grado di essere riconosciuti e amati anche da pubblico che non segue a fondo il panorama del fumetto internazionale. Questa sorta di 'biografia' è saggiamente divisa in due parti. La prima, intitolata “Vita”, è incentrata principalmente sulla vita e il pensiero di Manara che, attraverso le puntuali e mai invasive domande dei due autori, racconta al lettore 'l'uomo' Milo Manara, la sua visione del mondo e le sue passioni (per la barca a vela, per il sigaro toscano e per i lunghi viaggi avventurosi in giro per il mondo) o semplicemente il ricordo di un pranzo al ristorante in compagnia dell'amico Hugo Pratt. Nella seconda parte, inevitabilmente intitolata “Donnine”, viene invece svelato il Manara fumettista, che descrive le varie fasi del processo creativo, le sue fonti di ispirazione principali (tutto cominciò grazie a “Barbarella” di Jean-Claude Forest), le tecniche utilizzate (Manara è fra i pochi disegnatori a non essere passato al computer per la realizzazione delle tavole) e i vari accorgimenti di questo mestiere che, pur essendo sostanzialmente 'industriale', in alcune occasioni riesce ad avvicinarsi all'Arte con la A maiuscola.

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