Manhunter

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Nel 1946 Paul Kirk, che fin dagli anni '30 aveva vestito i panni del giustiziere chiamato Manhunter, scompare in circostanze misteriose facendo perdere ogni traccia di se e del suo alter ego mascherato. Viene ritenuto morto da tutti finché un giorno, negli anni '70, ovvero trent'anni dopo la sua scomparsa, Manhunter ricompare all'improvviso lasciandosi dietro una moltitudine di sicari morti, peraltro aventi tutti le sue medesime sembianze. Christine St.Clair, una intraprendente agente dell'Interpol, decide perciò di indagare su questo misterioso caso per riuscire a scoprire chi si cela veramente dietro l'identità di Manhunter. Nel corso delle indagini verrà a conoscenza di un grande complotto che si nasconde dietro la ricomparsa di Manhunter e che rischia di mettere in pericolo, oltre la sua vita, quella di Batman e dello stesso Manhunter, l'umanità intera...

Benemerita ristampa da parte della Planeta DeAgostini di un piccolo classico DC degli anni '70, ovvero la serie di storie dedicate al giustiziere Manhunter (nella versione impersonata da Paul Kirk), scritte da Archie Goodwin (celebre per i suoi adattamenti fumettistici di pellicole cinematografiche come Alien e Star Wars) e disegnate da Walter Simonson, ovvero l'autore che nei primi anni '80 contribuì al rilancio de Il mitico Thor della Marvel. In realtà le storie originali furono pubblicate tra il 1973 e il 1974 all'interno della celeberrima testata Detective Comics (da cui derivano le iniziali della casa editrice DC) come appendice alle avventure di Batman, il personaggio principe della testata, e solo in seguito raccolte come mini-serie su un singolo albo, più volte ristampato. L'edizione ripresa dalla Planeta per il mercato italiano è quella del pubblicata negli Usa nel 1999, ossia l'anno successivo alla scomparsa di Goodwin, che aggiunge alle sei storie originali un inedito 'capitolo finale'. Questo capitolo fu progettato dagli autori nei primi anni '90 ma successivamente accantonato fino a che Simonson, dopo la morte di Goodwin, non decise di riprenderlo in mano in onore del suo amico e collega, realizzando, sulla base dei pochi appunti di sceneggiatura lasciati da Goodwin, una storia 'muta' (ovvero senza le nuvolette) che, pur non aggiungendo nulla alle storie originarie, permette quanto meno al lettore più giovane di fare un immediato raffronto tra lo stile grafico del primo Simonson e quello della piena maturità. Riguardo il fumetto c'è da dire che si inserisce nel tipico solco stilistico degli anni '70, pieno di azione e suspense ma senza quegli aspetti più introspettivi che hanno caratterizzato il fumetto super-eroistico da Watchmen in poi, benché il tipo di storia narrata lo consentisse. Tuttavia, a parziale scusante di Goodwin e Simonson, bisogna dire che l'impostazione originaria di Detective Comics, che concedeva agli autori della storia in appendice solamente 8 pagine per ogni numero, non ha certo favorito l'approfondimento dei personaggi protagonisti. Ciononostante, vista anche la rinomata bravura degli autori, abbiamo a che fare con un ottimo prodotto, sicuramente in grado di avvincere anche i lettori più giovani.