

Nel cuore dell'Africa nera esiste una nazione il cui nome viene sussurrato con paura e rispetto, uno Stato isolato dal resto del mondo che da secoli è dotato di una tecnologia avanzatissima, ben al di là di quelle delle superpotenze, ma che mantiene vive alcune usanze arcaiche: il regno di Wakanda. Il segreto della ricchezza di Wakanda è il vibranio, un minerale dalle proprietà incredibili. La popolazione di questa oasi tecnologica africana adora un Dio Pantera, che secondo la tradizione si incarna in un campione che viene selezionato durante un rituale spietato. La Pantera Nera in carica è T'Challa, già membro dei Vendicatori e supereroe conosciuto in tutto il mondo. Belgio, Inghilterra Usa e Francia hanno deciso di avanzare pretese colonialistiche su Wakanda, e ordiscono un complotto per uccidere T'Challa e conquistare il potere, scatenando sulla popolazione africana alcuni supercriminali senza scrupoli guidati da un redivivo Claw...
L'opera di progressivo rilancio degli eroi dell'Era d'Oro Marvel fa tappa in quel di Wakanda con una rilettura radicale del mito di Pantera Nera affidata allo sceneggiatore-regista cinematografico Reginald Hudlin, specializzato in commedie sofisticate, e al talento di John Romita jr., uno dei disegnatori di punta della nouvelle vague anni '90. Ne vien fuori un fumetto davvero eccellente, a tratti esaltante, un vero inno all'orgoglio nero e al contempo una chiara denuncia della politica imperialista delle superpotenze, unica responsabile dell'arretratezza e delle sofferenze che tuttora flagellano l'Africa, illustrata in modo efficacissimo dal tratto plastico, perentorio e personalissimo di Romita. Un ritorno perfetto per un fumetto che negli anni '60 fu la bandiera del movimento delle Black Panther, la più importante organizzazione militante afroamericana.