Autres yeux
Altro degli Innocenti è un fotografo metafisico che irrompe nella tranquillità sporca di una roulotte abitata da Sam e Cha, aspiranti suicidi annoiati in poltrona, relegati a vivere la propria vita attraverso i riflessi di una bottiglia di birra vuota. Altro è uno scrittore emergente tra le file della pulp&Co., editrice di piccole dimensioni costretta ad inventare biografie assurde pur di riuscire a promuovere i suoi autori. Innocenti è un giovane idealista innamorato che cerca conforto in Lu per riuscire a migliorarsi e incidere positivamente in una dimensione sociale che rifiuta e necessita; diviso tra solitudine forzata e bisogno di empatia. Altro è una biglia impazzita, è un grafico omicida, un folle, un poeta, un profeta. Altro è forse un narratore che, nel beffare continuamente il suo lettore, lo guida passo per passo nelle svolte a spirale dell'opera che sta costruendo attorno ad esso: come un aracnide in una ragnatela materna...
Autres Yeux è un romanzo? Sì, è proprio il caso di chiederci se ciò che abbiamo appena letto possa essere classificato all’interno di categorie letterarie classiche o, è forse il caso di dirlo, antiquate. Altri occhi è un tentativo di guardare al reale in maniera differente e che, quindi, ha bisogno di una forma letteraria impropria, originaria e spuria per riuscire ad esprimersi. E’ un’opera racchiusa in tre sezioni che, partendo da sviluppi di dialoghi surreali e narrazioni di vita intrecciate a riflessioni filosofiche, attraversa la poesia del verso libero per riuscire ad esprimere appieno la pazzia del protagonista racchiuso in un Opg; per concludersi infine nel racconto ordinato e tranquillo di un narratore che, vinta la propria follia, torna a confrontarsi con il mondo e la società che lo compone. Una prova di coraggio per l’esordio di Matteo Innocenti, un complesso intreccio che tiene il lettore ancorato alle pagine, senza lasciarlo partire mai.
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