

Norvegia, anno 1003. Una banda di predoni vikinghi guidata dal feroce Harald Jaekelsson saccheggia villaggi trucidando uomini e violentando donne, accumulando provviste per salpare verso l'America, in cerca di nuove terre da depredare. Ma lo stregone del villaggio di Lakstad prima di morire maledice Jaekelsson ed i suoi: navigheranno per mille anni senza trovare la terra che cercano al di là del mare. I vikinghi vagano per l'oceano per un millennio, ormai ridotti a zombi tenuti in vita soltanto da un incantesimo malvagio, ma nel 2003 avvistano il porto di New York, e una volta approdati, iniziano un massacro terrificante: sotto le loro asce e spade cadono turisti, poliziotti, newyorchesi in preda al panico. L'esercito è impotente, i supereroi più potenti devono battere in ritirata, persino il mitico Thor viene quasi fatto a pezzi da Jaekelsson, che gli spezza le braccia e le gambe e gli riduce il volto in poltiglia. Per New York ormai sembra finita...
Il talento sulfureo di Garth Ennis applicato ad uno degli eroi più particolari della Marvel, quel Thor sempre in bilico tra supereroismo classico e mitologia scandinava, non poteva che dare vita ad una saga assolutamente originale. Mai prima d'ora i lettori della Casa delle Idee avevano assistito ad un simile scempio gore, con teste mozzate, squartamenti, stupri e pestaggi ad ogni pagina. Lo stesso Dio del Tuono viene sottoposto ad un trattamento che fa sembrare lo scontro Bane-Batman uno scambio di carezze. Tanta morte e violenza donano ad una trama esile esile un qualche appeal iconoclasta, ma oltre al gusto di veder sporcato di sangue uno dei più intoccabili santuari Marvel rimane poco altro. Assolutamente perfetti per lo script di Ennis i disegni di Glenn Fabry, che si conferma ai livelli altissimi dei suoi Preacher e Saint of Killers.